Scoperta una bomba ecologica di oltre 60.000 metri quadrati tra capannoni e strutture abbandonate. L’intervento della Guardia di Finanza di Cosenza ha portato al sequestro di un sito industriale degradato dove la presenza di amianto deteriorato rappresentava un grave rischio per la salute pubblica.
L’indagine delle Fiamme Gialle e il supporto aereo
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Paola, è stata condotta dai finanzieri della Tenenza di Amantea con il supporto fondamentale della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Lamezia Terme. L’utilizzo di riprese dall’alto ha permesso di mappare con precisione l’estensione del degrado, successivamente confermato dagli accertamenti tecnici eseguiti da Arpacal e Asp. All’interno del perimetro sequestrato sono stati individuati numerosi manufatti con coperture in cemento-amianto che superano complessivamente i 1.000 metri quadrati.
Le verifiche sul campo hanno evidenziato che i materiali in Eternit versavano in uno stato di totale abbandono. L’usura causata dal tempo e l’azione degli agenti atmosferici hanno provocato il deterioramento delle fibre, rendendo le strutture potenzialmente letali per la dispersione di particelle nocive nell’ambiente circostante.
Denuncia per il proprietario e monitoraggio del territorio
Il procuratore capo di Paola, Domenico Fiordalisi, ha coordinato le operazioni che hanno portato all’identificazione e alla denuncia a piede libero del proprietario dell’area. Le autorità stanno ora approfondendo le responsabilità legate alla gestione del sito e alla mancata attuazione delle procedure di bonifica necessarie per la messa in sicurezza dei materiali pericolosi.
L’operazione Silentium si inserisce in una strategia più ampia di contrasto agli illeciti ambientali in Calabria. Fino a questo momento, i controlli hanno già portato al sequestro amministrativo di 33 fabbricati con coperture in cemento-amianto per una superficie di oltre 4.000 metri quadrati. Le sanzioni amministrative elevate raggiungono una cifra prossima agli 87.000 euro, a dimostrazione di una pressione costante verso chi ignora le normative sullo smaltimento dei rifiuti speciali.
Proseguimento delle attività di controllo
La lotta ai reati ambientali e alla gestione illecita dei rifiuti rimane una priorità per le forze dell’ordine e gli enti sanitari calabresi. Nei prossimi giorni continueranno i monitoraggi con l’ausilio del comparto aeronavale per individuare ulteriori siti critici. In attesa di sentenze definitive, resta valido il principio di presunzione di innocenza per i soggetti coinvolti nelle indagini.



