Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno innescato una nuova crisi energetica che si ripercuote direttamente sul settore dei trasporti, portando a un drastico aumento dei prezzi del carburante.
Tuttavia, questa situazione critica viene spesso utilizzata dalle compagnie aeree come giustificazione per manovre a danno degli utenti. L’associazione Codici ha segnalato un incremento di casi riguardanti l’annullamento di rotte considerate poco profittevoli e l’applicazione di costi extra sui biglietti già venduti, decidendo di potenziare i propri servizi di assistenza per far fronte alle numerose segnalazioni dei viaggiatori.
La posizione di Codici contro le speculazioni delle compagnie
Secondo Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, la crisi energetica non può diventare una scusa per colpire i passeggeri. “Scaricare le tensioni geopolitiche sui consumatori è inaccettabile”, afferma Giacomelli. “I rincari sono diventati un alibi per le compagnie per cancellare le rotte meno redditizie. Le ultime indicazioni della Commissione Europea vanno nella giusta direzione, ma rischiano di restare lettera morta senza strumenti di controllo efficaci e sanzioni concrete. Le compagnie aeree potrebbero continuare ad approfittare dell’emergenza energetica per scaricare i costi sui passeggeri, già duramente colpiti dal caro vita. Servono regole chiare, trasparenti e immediatamente applicabili: i cittadini non possono pagare il prezzo di una crisi che non hanno causato”.
Il quadro normativo europeo e i diritti dei passeggeri
La Commissione Europea ha recentemente fornito chiarimenti essenziali per definire i confini entro cui le compagnie possono operare in situazioni di emergenza. Stefano Gallotta, avvocato di Codici ed esperto del settore viaggi, sottolinea come Bruxelles abbia stabilito che i prezzi elevati del carburante non costituiscano una circostanza straordinaria tale da esentare i vettori dalle loro responsabilità in caso di cancellazione. “Le linee guida pubblicate da Bruxelles chiariscono che le cancellazioni causate da prezzi del carburante eccezionalmente elevati non possono essere considerate circostanze straordinarie, diversamente dalle carenze locali di carburante, che devono essere documentate e dimostrate dalla compagnia aerea”, spiega Gallotta.
Inoltre, viene ribadito il divieto di applicare supplementi retroattivi. “La Commissione ha inoltre precisato che aumentare il costo dei biglietti già acquistati non è giustificabile, ponendo questioni di concorrenza leale, e che non è consentito addebitare retroattivamente supplementi carburante: il prezzo finale del biglietto deve essere sempre esposto in modo completo fin dal momento della pubblicazione della tariffa”, conclude l’avvocato. Per queste ragioni, si consiglia ai passeggeri di monitorare costantemente le proprie prenotazioni e di conservare ogni documentazione relativa a variazioni unilaterali delle condizioni contrattuali.



