Il Moscato di Saracena diventa il primo vino della sua tipologia in Italia a poter vantare una sede istituzionale e operativa dedicata: la Casa del Moscato. L’inaugurazione è avvenuta a Saracena, all’interno dell’ex municipio di Piazza Senatore, nel corso della dodicesima edizione del Saracena Wine Festival. L’iniziativa rappresenta un traguardo per il comparto agricolo calabrese, celebrando un prodotto di nicchia che punta sulla qualità estrema per affermarsi sui mercati internazionali.
Un nuovo modello per l’agricoltura calabrese
L’Assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, intervenuto insieme al Sindaco Renzo Russo, ha evidenziato come il Moscato di Saracena rappresenti un esempio di eccellenza che deve tradursi in valore economico concreto. Secondo l’Assessore, l’agricoltura può tornare a essere un motore di ascesa sociale per le nuove generazioni se si punta su rarità produttiva e corretta evoluzione dei prezzi.
“I prodotti di nicchia hanno un valore differente e devono essere raccontati, posizionati e remunerati in maniera adeguata”, ha dichiarato Gianluca Gallo. L’obiettivo della Regione è sostenere produzioni capaci di costruire reputazione e futuro, citando come esempio lungimirante anche l’esperienza della Tenuta del Travale, premiata recentemente al Vinitaly. Il metodo suggerito è quello del prodotto-territorio: una sintesi tra paesaggio, memoria agricola e comunità.
La Casa del Moscato come centro di accoglienza e formazione
Per il Comune di Saracena, l’apertura della struttura segna un passaggio cruciale nella strategia di promozione turistica. Il Sindaco Renzo Russo ha definito l’ex municipio un luogo di narrazione, cooperazione tra produttori e divulgazione del vino simbolo della comunità. La nuova sede si inserisce in un sistema che comprende già la Pinacoteca Andrea Alfano e il patrimonio naturalistico locale, trasformando il borgo in una destinazione esperienziale permanente.
Anche il Direttore Generale di ARSAC, Fulvia Michela Caligiuri, ha sottolineato l’importanza di questo spazio come punto di unione tra le aziende, capace di generare ricchezza diffusa per l’intero territorio attraverso la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari.
Una tecnica produttiva unica al mondo
L’unicità del Moscato di Saracena risiede nel suo antichissimo procedimento produttivo. Luigi Viola, Presidente dell’associazione dei produttori, ha ricordato la complessità della tecnica: la bollitura del mosto di uve Guarnaccia e Malvasia viene unita alle uve Moscatello di Saracena e Doraca, precedentemente appassite e selezionate manualmente chicco per chicco. Questa pratica, che rischiava di scomparire, è stata recuperata e trasformata in un sistema produttivo in crescita che oggi tutela una tradizione secolare.
In occasione dell’inaugurazione è stato presentato il volume “Il Moscato di Saracena – Storie di donne e di uomini” di Saveria Sesto, edito da Rubbettino. Il libro, che raccoglie le testimonianze dei produttori e i segreti del metodo di produzione, sarà protagonista di una nuova tappa promozionale al Salone Internazionale del Libro di Torino, confermando la vocazione globale di questo presidio d’identità calabrese.



