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Viaggi d’istruzione costosi: perché non riscoprire la bellezza della Calabria?

di Guido Leone

L’arrivo della primavera segna tradizionalmente il momento della partenza per molte classi, un rito che rappresenta molto più di una semplice pausa dalle lezioni. Il viaggio d’istruzione è infatti una tappa fondamentale nel percorso di maturazione degli studenti, eppure organizzarlo oggi è diventato un’impresa complessa e, purtroppo, sempre più rara. L’edizione 2026 dell’Osservatorio Gite Scolastiche di Skuola.net rivela un dato amaro: quasi la metà degli studenti non prenderà parte a un’uscita fuori sede. A pesare su questa scelta sono l’aumento dei costi, la cronica mancanza di docenti disposti a farsi carico di responsabilità enormi senza un adeguato riconoscimento economico e le crescenti difficoltà disciplinari.

Il panorama attuale vede le grandi città d’arte come Firenze, Roma e Napoli dominare le preferenze nazionali, mentre cresce l’interesse per le capitali europee come Vienna, Berlino e Atene. In questo contesto, la Calabria continua a essere ingiustamente ignorata dai flussi del turismo scolastico nazionale, ma il dato più sorprendente riguarda l’auto-esclusione: sono spesso gli stessi studenti calabresi a non conoscere l’immenso patrimonio naturale, storico e architettonico della propria terra. Scegliere di restare all’interno dei confini regionali non dovrebbe essere vista come una ripiego, ma come una straordinaria opportunità per valorizzare percorsi tra le Serre e i parchi regionali, luoghi che offrono già oggi contributi concreti alle scuole che decidono di esplorarli.

Per dare nuova linfa a questo “turismo identitario”, è necessario che le istituzioni facciano un passo avanti attraverso una normativa più puntuale e rigorosa. La Regione Calabria ha già messo in campo risorse importanti, con uno stanziamento di dodici milioni di euro, ma occorre che questo supporto sia vincolato a progetti didattici seri. Non basta viaggiare, serve che l’esperienza si trasformi in ricerca e testimonianza attiva del territorio. Premiare le scuole che inseriscono scambi culturali interni alla regione e che s’impegnano a restituire quanto appreso attraverso elaborazioni culturali originali potrebbe essere la chiave per invertire la tendenza.

È tempo di avere il coraggio di dare al viaggio d’istruzione un senso più profondo e strutturato. Scegliere la Calabria significa abbattere le barriere economiche che oggi escludono troppi ragazzi, garantendo al contempo una formazione di altissimo livello. Bisogna però certificare la validità di queste esperienze e riconoscere il valore di chi accompagna gli alunni in questo percorso, trasformando la gita da semplice svago a momento di autentica scoperta della bellezza che ci circonda.