La panchina rossa posizionata su Corso Mazzini, dedicata alla memoria della giornalista Maria Rosaria Sessa e prima installazione urbana contro la violenza sulle donne inaugurata nel novembre del 2017, è stata nuovamente oggetto di pesanti danneggiamenti. Un’azione mirata contro un presidio della memoria collettiva che ha spinto il sindaco Franz Caruso a intervenire con fermezza non appena informato del raid vandalico, attivando immediatamente la macchina comunale per il ripristino dell’opera.
Contro i colpi ciechi e vigliacchi dell’inciviltà, Cosenza risponde immediatamente con il rumore operoso del lavoro e del riscatto. Non sono passate che poche ore dallo sfregio alla Panchina Rossa di Corso Mazzini, e sul luogo dell’atto vandalico sono già entrati in azione gli operai del Comune. Armati di attrezzi, vernice e determinazione, gli addetti alla manutenzione urbana rappresentano in questo momento il volto più bello e concreto della città: quello che non si rassegna al degrado, ma che si rimbocca le maniche per riparare tempestivamente ciò che l’odio e la stupidità hanno cercato di distruggere.
Il lavoro sul campo delle maestranze comunali è il braccio operativo di un sentimento collettivo di profonda indignazione, guidato in prima persona dal sindaco Franz Caruso. Il primo cittadino ha voluto stigmatizzare con durezza la gravità dell’accaduto:
“Esprimo la più ferma e indignata condanna per il vile atto di vandalismo compiuto ai danni della Panchina rossa dedicata a Maria Rosaria Sessa, primo simbolo cittadino contro la violenza sulle donne installato nel novembre del 2017 dal Circolo della Stampa di Cosenza. Un gesto grave, offensivo e intollerabile che colpisce non soltanto un bene pubblico, ma soprattutto il valore civile e sociale che quella panchina rappresenta: la memoria di una giornalista vittima di femminicidio e l’impegno quotidiano contro ogni forma di violenza di genere” ha dichiarato il capo della giunta bruzia.
Solidarietà al Circolo della Stampa e piano di ripristino immediato
L’episodio ha riacceso con forza il dibattito sulla necessità di tutelare i simboli legati ai diritti e alla legalità sul territorio. Proprio per questa ragione, mentre gli operai lavorano senza sosta alla carteggiatura, alla riparazione strutturale e alla stesura del nuovo smalto rosso per restituire l’opera alla comunità, l’Amministrazione ha blindato il valore politico di questa operazione di restauro. Il sindaco ha voluto manifestare la massima solidarietà istituzionale ai colleghi della cronista scomparsa e ai promotori dell’iniziativa originaria, confermando che l’ente pubblico si farà pieno carico della ristrutturazione per azzerare gli effetti del raid nel più breve tempo possibile.
“A nome dell’intera Amministrazione comunale manifesto piena vicinanza al Circolo della Stampa Maria Rosaria Sessa, al suo presidente Franco Rosito ed a tutto il direttivo, da anni impegnati nel promuovere iniziative di sensibilizzazione e cultura della legalità e del rispetto della dignità delle donne. Il Comune di Cosenza contribuirà alla risistemazione della Panchina rossa affinché venga restituita quanto prima alla città nel suo significato più autentico e profondo. Non consentiremo che episodi del genere possano cancellare o indebolire simboli così importanti”.
Sicurezza urbana: telecamere e pattugliamenti per l’isola pedonale e il Mab
L’ennesimo danneggiamento ripropone la questione della sicurezza e del controllo del perimetro del Museo all’Aperto Bilotti (Mab), un’area d’eccellenza che negli ultimi tempi è stata teatro di ripetuti episodi di microcriminalità e vandalismo. Il lavoro manuale degli operai che oggi sana il danno materiale sarà affiancato da una strategia di Palazzo dei Bruzi che prevede una stretta immediata sui controlli e un investimento strutturale sugli impianti di sorveglianza da remoto, impedendo che i futuri frutti del lavoro di ripristino vengano nuovamente violati.
“Purtroppo non è la prima volta che assistiamo ad atti vandalici nell’area del MAB e dell’isola pedonale di Corso Mazzini. Per questo motivo convocherò una riunione con il Comando della Polizia Municipale per rafforzare i controlli e definire ulteriori misure di prevenzione e sicurezza. Tra queste appare fondamentale l’installazione e la messa in funzione di un sistema di telecamere di videosorveglianza sull’area del MAB e sull’intera isola pedonale di Corso Mazzini, così da tutelare il patrimonio urbano, i simboli della memoria collettiva e la serenità dei cittadini”.
Mentre la politica traccia le linee per la sicurezza futura, la giornata odierna appartiene simbolicamente a chi, con dedizione e sudore, sta materialmente rimarginando la ferita inferta a Corso Mazzini. L’amministrazione intende fare di questa battaglia di civiltà un punto fermo della propria azione politica e sociale, escludendo qualsiasi cedimento formale nei confronti delle frange di popolazione che tentano di degradare il patrimonio comune. Perché difendere quella Panchina rossa significa difendere i valori del rispetto, della civiltà e della lotta contro la violenza sulle donne. E su questi valori, come dimostra la celerità degli operai oggi all’opera, Cosenza non ha intenzione di arretrare di un solo passo.



