L’Arcomagno di San Nicola Arcella, uno dei luoghi simbolo della Calabria e tra le mete naturalistiche più fotografate e visitate del Mezzogiorno, si trova al centro dell’attenzione per motivi legati alla sicurezza. La Protezione Civile calabrese ha infatti inviato due comunicazioni ufficiali, a distanza di poche settimane, per richiamare il Comune e gli enti competenti sulla necessità di intervenire con urgenza lungo il sentiero che conduce alla celebre grotta naturale.
Le note, datate 22 aprile e 18 maggio 2026, parlano apertamente di possibili fenomeni di frana, instabilità dei versanti e rischio di distacchi rocciosi, con potenziali conseguenze per la pubblica incolumità.
Il richiamo della Protezione Civile
La prima comunicazione, protocollata il 22 aprile 2026, nasce da una segnalazione dell’Ente Parchi Marini Regionali e da precedenti denunce avanzate da associazioni ambientaliste, tra cui Italia Nostra. Nel documento si evidenzia la presenza, lungo il percorso dell’Arcomagno, di «situazioni di potenziale pericolo per la pubblica incolumità», connesse proprio all’instabilità dei costoni rocciosi.
La Protezione Civile regionale, richiamando le norme nazionali e regionali in materia di tutela del territorio e prevenzione dei rischi, ha diffidato formalmente il Comune di San Nicola Arcella e gli altri enti coinvolti a effettuare verifiche tecniche approfondite entro 60 giorni, ad adottare interventi di messa in sicurezza e a utilizzare anche le risorse economiche previste dalla normativa regionale. Qualora il rischio non fosse immediatamente mitigabile, viene richiesto di disporre la chiusura dell’accesso attraverso un’ordinanza contingibile e urgente. Nel documento viene inoltre ricordato che l’area dell’Arcomagno ricade all’interno del Parco Marino Regionale “Riviera dei Cedri”, una zona di particolare pregio ambientale che comprende anche la Zsc “Fondali Isola di Dino-Capo Scalea”.
Le nuove segnalazioni e il secondo intervento
A meno di un mese di distanza, il 18 maggio 2026, la Protezione Civile è tornata nuovamente sulla questione con una seconda nota ufficiale. Questa volta il Dipartimento regionale riferisce di ulteriori segnalazioni giunte tramite l’Associazione Italia Nostra – Sezione Alto Tirreno Cosentino e altre associazioni culturali del territorio. Nella comunicazione si parla esplicitamente di «possibles distacchi rocciosi dai versanti lungo il percorso e nell’Arcomagno, con conseguente rischio per l’incolumità di chi vi accede».
La Protezione Civile sottolinea inoltre alcune perplessità relative a un’ordinanza sindacale che, secondo quanto riportato dalle associazioni, demanderebbe ai visitatori l’adozione delle dovute precauzioni per evitare incidenti. Per questo motivo la Protezione Civile ribadisce ancora una volta la necessità di un «sopralluogo tecnico immediato» da parte degli uffici comunali, affinché vengano verificate le reali condizioni dei versanti rocciosi e valutata l’eventuale adozione di provvedimenti urgenti a tutela della sicurezza.
Monitoraggi, studi geologici e possibili interventi
Nella seconda nota, il Dipartimento regionale entra anche nel merito delle possibili soluzioni tecniche, suggerendo la realizzazione di indagini geognostiche, sistemi di monitoraggio, studi geomorfologici dettagliati e modelli geologici e cinematici dell’area. L’obiettivo è comprendere con precisione il comportamento dei versanti e predisporre interventi di consolidamento e risanamento idrogeologico capaci di mettere definitivamente in sicurezza il sito e le infrastrutture circostanti.
La Protezione Civile invita inoltre il sindaco, quale autorità territoriale di Protezione Civile, ad attivare tutte le misure previste dal piano comunale di emergenza, predisponendo anche attività di vigilanza continua, soprattutto in presenza di maltempo o allerte meteo.
Un simbolo della Calabria tra turismo e sicurezza
La vicenda riguarda uno dei luoghi più iconici dell’intera regione. L’Arcomagno, con la sua grande apertura naturale nella roccia, la piccola spiaggia nascosta e le acque cristalline del Tirreno, è considerato una delle meraviglie paesaggistiche della Calabria. Ogni anno migliaia di turisti raggiungono San Nicola Arcella per percorrere il suggestivo sentiero che conduce alla grotta, resa celebre anche da immagini e video diffusi in tutto il mondo.
Proprio l’elevata presenza di visitatori rende ancora più delicata la questione della sicurezza. Le comunicazioni della Protezione Civile mostrano infatti la volontà di evitare che eventuali fenomeni di dissesto possano trasformarsi in un pericolo concreto per residenti e turisti. Al momento non risulta disposta una chiusura totale dell’area, ma la Protezione Civile chiede verifiche rapide, monitoraggi continui e, se necessario, provvedimenti immediati per limitare i rischi.



