Il prossimo 2 giugno la celebrazione della nascita della Repubblica assumerà una veste differente dal solito, unendo i valori civici alla promozione del benessere e della sostenibilità ambientale. La manifestazione “Pedaliamo per la Repubblica” si propone come un percorso non solo fisico, ma anche ideale, per unire la comunità attraverso lo sport e l’ecologia in occasione dell’ottantesimo anniversario della scelta repubblicana.
Il percorso cittadino e il legame con l’università
L’iniziativa prenderà il via alle ore 9:30 dalle pensiline di via Pietro Bucci, situate all’interno del campus dell’Università della Calabria. Il tragitto prevede una sosta intermedia in piazza Santo Sergio alle ore 10:30, per poi concludersi alle ore 11:30 davanti alla Casa Comunale.
Questo itinerario è stato studiato per ribadire visivamente e idealmente il legame tra l’ateneo e l’amministrazione locale. Al contempo, l’evento vuole mostrare ai partecipanti percorsi alternativi a quelli solitamente battuti dal traffico automobilistico, promuovendo un’idea di mobilità urbana incentrata sull’uso della bicicletta.
Una sinergia tra studenti, famiglie e associazionismo
L’evento vedrà la partecipazione attiva della componente studentesca dell’Unical e dei cittadini di Rende, coinvolgendo numerose famiglie. L’organizzazione, curata congiuntamente dal Comune e dall’Università, ha registrato l’adesione di una fitta rete di realtà locali.
Tra i sodalizi partecipanti figurano Ciclistica Kaleon, Anzianotti, Gigabike, ASD Abracalabria, Hdemia del Ciclismo, Dream Team 53×12, DRS Cycling, Entropia APS, il progetto EcoCampus e il Cruc, ovvero il Centro ricreativo dell’Università della Calabria. La conclusione del percorso sarà dedicata ai più piccoli, con attività di animazione gestite dai volontari delle associazioni.
Il richiamo storico e la memoria neorealista
Oltre agli obiettivi legati alla mobilità sostenibile, la manifestazione intende proporre una riflessione storica. La scelta della bicicletta richiama l’Italia di ottant’anni fa, un Paese uscito dal conflitto mondiale e caratterizzato da forti difficoltà economiche, dove le due ruote rappresentavano il principale mezzo di trasporto. Un’immagine documentata anche dal cinema neorealista dell’epoca, che tuttavia raccontava una società animata dalla speranza e dalla volontà di ricostruire il proprio futuro.



