Un presidio di cultura, educazione e partecipazione sociale prende vita nel cuore del Reggino. Nel giorno in cui si celebra la Giornata nazionale della Legalità, la comunità di Bovalino ha inaugurato la “Casa della Legalità”, una struttura sottratta alla criminalità organizzata e restituita alla collettività dopo un lungo periodo di abbandono e degrado.
La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, tra cui la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro. Il nuovo centro civile e sociale sorge all’interno di un immobile confiscato e porta con sé un forte valore simbolico, essendo stato intitolato alla memoria di Alfredo Battaglia. Il ragazzo, scomparso a soli tredici anni, fu la prima vittima di un sequestro di persona nella storia del comune di Bovalino.
Il valore del recupero e il messaggio per le nuove generazioni
Il progetto rappresenta un cambio di rotta per il territorio, trasformando un simbolo del potere criminale in uno spazio aperto ai cittadini e al tessuto associativo locale. L’obiettivo principale della struttura è quello di diventare un punto di riferimento per la promozione di percorsi educativi, inclusione e dialogo, rivolgendosi in modo particolare ai giovani del territorio.
«La nascita della “Casa della Legalità” di Bovalino rappresenta molto più dell’apertura di una struttura: è il segno concreto di una comunità che sceglie di trasformare ciò che un tempo apparteneva all’ombra in uno spazio di crescita, cultura, educazione e futuro» ha dichiarato il sindaco di Bovalino, Vincenzo Maesano, evidenziando il valore del percorso di riappropriazione intrapreso dall’amministrazione e dalla cittadinanza.
Il primo cittadino ha poi sottolineato l’impatto della restituzione del bene: «Un bene confiscato alla criminalità organizzata torna finalmente ai cittadini, ai giovani, alle associazioni, alla parte sana del territorio. Un gesto potente, che racconta il volto di una Calabria che non si arrende, ma costruisce. La Casa della Legalità sarà un presidio sociale e civile, un luogo dove promuovere inclusione, dialogo, partecipazione e percorsi di legalità. Un messaggio importante soprattutto per le nuove generazioni: il cambiamento esiste quando una comunità decide di crederci davvero».
Un presidio sociale contro il degrado
Il recupero dell’immobile si inserisce in un più ampio contesto di valorizzazione dei beni confiscati come strumenti di riscatto sociale ed economico per l’intera regione Calabria. La riconversione di spazi precedentemente legati ad attività illecite in luoghi di aggregazione rappresenta una risposta concreta per contrastare la marginalità e promuovere la cultura civica.
«Ogni muro recuperato alla criminalità diventa memoria, speranza e responsabilità collettiva. E oggi Bovalino compie un passo che parla a tutto il territorio. Perché la legalità non è soltanto una parola. È una casa aperta alla comunità» ha concluso il sindaco Maesano.



