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Alla scoperta della pizza cosentina, il disco grande e croccante che conquista la Calabria

Il panorama gastronomico calabrese custodisce una tradizione legata all’arte bianca che merita di essere raccontata: la pizza cosentina. Questa specifica tipologia si distingue per caratteristiche ben precise che la allontanano dalla classica versione napoletana, avvicinandola per consistenza alla pizza romana, grazie a una struttura decisamente fina, sottile e caratterizzata da un cornicione appena pronunciato.

Le origini cronologiche non sono documentate in modo millimetrico, ma si presume che lo sviluppo di questo stile sia iniziato nei primi anni del Novecento. La diffusione, partita storicamente da Cosenza e dai comuni della sua provincia, sta progressivamente toccando l’intero territorio regionale.

Grandi dimensioni e leggerezza dell’impasto

Un elemento visivo immediatamente riconoscibile è la dimensione del disco. La pizza cosentina ricorda la tipica forma a ruota di carro, presentando un diametro considerevole che varia dai 38 ai 40 centimetri, tale da debordare generosamente dai bordi del piatto di portata.

Nonostante l’ampiezza, la struttura si mantiene estremamente leggera. Il panetto standard pesa infatti appena 180 grammi e non richiede tempi di lievitazione eccessivamente lunghi. La leggerezza è il risultato di una stesura manuale spinta al massimo, che riduce lo spessore della pasta a pochi millimetri.

La consistenza scroccarella al palato

A differenza della morbidezza e della scioglievolezza tipiche del disciplinare napoletano, la versione cosentina si presenta rigida e strutturata. Sollevando e piegando un singolo spicchio, la punta non tende a cedere verso il basso, ma rimane perfettamente dritta. Al palato l’esperienza è definita dalla croccantezza, con una consistenza definibile come scroccarella che valorizza la cottura uniforme.

Attualmente questa specialità non risulta ancora codificata da un disciplinare ufficiale o da regole rigide come accade per altre scuole italiane, ma la popolarità in crescita contribuisce a definire in modo sempre più netto la sua identità.

Identità territoriale e abbinamenti tradizionali

La valorizzazione di questo stile passa in modo cruciale attraverso la selezione dei condimenti, orientati verso le eccellenze della tradizione locale. I topping prediligono i salumi da suino nero di Calabria e la mozzarella fiordilatte regionale, elementi capaci di sposarsi con la base croccante.

L’armonia del gusto si completa attraverso la scelta di un abbinamento corretto con le bevande, un aspetto fondamentale per valorizzare ogni singolo boccone e predisporre il palato alla successiva degustazione.

Il gastronomo con il baffo Piero Cantore