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La misura delle idee: l’ascesa di Giovanni Citrigno tra le voci più luminose della filosofia italiana

C’è un momento, nella vita di chi studia il pensiero, in cui la ricerca smette di essere soltanto un esercizio intellettuale e diventa un gesto di verità. Per Giovanni Citrigno quel momento ha preso la forma di un riconoscimento prestigioso: il suo saggio La Legge della misura. Indagine sulla nozione di “misto” nel Filebo di Platone si è classificato al terzo posto nella sezione “Saggio filosofico edito” del Premio Internazionale di Filosofia Le Figure del Pensiero, uno degli appuntamenti più autorevoli del panorama filosofico italiano.

La cerimonia di premiazione si terrà domenica 14 giugno nel suggestivo Palazzo Pretorio di Certaldo, nel cuore della città che custodisce la memoria di Giovanni Boccaccio. Un luogo che sembra fatto apposta per accogliere chi, come Citrigno, continua a interrogare i classici per illuminare il presente.

Giovanni Citrigno, laureato in Scienze Filosofiche all’Università della Calabria, ha costruito il suo percorso accademico con la pazienza e la profondità di chi sa che il pensiero richiede tempo. È stato assegnista di ricerca presso lo stesso ateneo e oggi insegna Filosofia Antica e Medievale e Filosofia Teoretica all’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Francesco di Sales” di Rende, afferente alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. La sua voce è ormai riconosciuta nel panorama degli studi platonici: articoli, saggi, recensioni pubblicati su riviste nazionali e internazionali testimoniano una ricerca costante, nutrita da un dialogo continuo con la tradizione e con le domande più urgenti della contemporaneità.

Il Premio Le Figure del Pensiero non è un semplice concorso: è un luogo di incontro tra studiosi, ricercatori e autori che dedicano la propria vita alla riflessione critica. Ogni edizione richiama accademici da tutta Italia, confermando il prestigio di un riconoscimento che premia non solo la qualità dei testi, ma la capacità di far vivere il pensiero nel nostro tempo.In questo contesto, il lavoro di Citrigno ha colpito la giuria per il rigore dell’impianto argomentativo e per la sua forza interpretativa: un equilibrio raro, che unisce precisione filologica e sensibilità filosofica.

La Legge della misura, pubblicato da La Valle del Tempo, affronta uno dei dialoghi più complessi di Platone: il Filebo. Al centro, la nozione di “misto”, quella combinazione di piacere, conoscenza e misura che Platone indica come via per la vita buona.

Citrigno attraversa il testo con passo sicuro, mettendo in relazione concetti antichi e interrogativi moderni: la ricerca della felicità, il ruolo della misura nelle scelte umane, il rapporto tra piacere e verità, la possibilità di una vita equilibrata in un mondo dominato dagli eccessi. Il suo saggio mostra come il pensiero platonico non appartenga al passato, ma continui a parlarci con una forza sorprendente, offrendo strumenti per comprendere la complessità etica del presente. Il premio assegnato a Giovanni Citrigno non celebra soltanto un libro: riconosce un percorso, una dedizione, una voce filosofica che cresce e si afferma. È un invito a continuare a interrogare i classici, a cercare nella misura platonica una bussola per orientarsi nel nostro tempo.E, forse, è anche un modo per ricordarci che la filosofia non è mai distante dalla vita: è un gesto di cura verso il mondo, un modo per restituire senso alle nostre domande più profonde.