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Ponte sullo Stretto, Potere al Popolo Calabria: “La corruzione arriva prima dei cantieri”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa diffuso da Potere al Popolo Calabria in merito alle recenti vicende giudiziarie che hanno sfiorato l’iter di realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Il testo della nota politica:

«Non è ancora stato posato un solo pilone. Non è stato scavato un solo metro di cantiere. Eppure sul Ponte sullo Stretto si parla già di corruzione, favori e tentativi di condizionare gli organismi di controllo.

Le notizie emerse dall’inchiesta della Procura di Roma, che dovrà naturalmente accertare ogni responsabilità, riguardano presunti tentativi di influenzare il giudizio della Corte dei Conti sul progetto del Ponte. Secondo gli inquirenti, attorno all’iter dell’opera si sarebbe mosso un sistema di relazioni e promesse finalizzato a ottenere un esito favorevole nei controlli istituzionali.

Il fatto che un’inchiesta per corruzione sfiori già il progetto prima ancora dell’apertura dei cantieri è di per sé un segnale allarmante e racconta un fatto politico incontestabile: attorno al Ponte continua a muoversi quel sistema di interessi, relazioni e affari che da sempre accompagna le grandi opere calate dall’alto.

Non siamo sorpresi.

Da tempo denunciamo che il Ponte sullo Stretto non nasce per risolvere i problemi della Calabria e della Sicilia. Nasce per alimentare un gigantesco flusso di denaro pubblico verso consulenze, appalti, subappalti e profitti privati.

Salvini continua a vendere il Ponte come la soluzione a tutti i problemi del Sud. Ma mentre il governo investe miliardi in questa ennesima cattedrale nel deserto, i calabresi continuano a fare i conti con una sanità pubblica al collasso, trasporti ferroviari indegni di un paese moderno, scuole abbandonate e territori devastati dal dissesto idrogeologico.

La domanda è semplice: perché si trovano miliardi per il Ponte e non si trovano risorse per garantire il diritto alla salute, alla mobilità, all’istruzione e al lavoro?

La risposta è altrettanto semplice: le opere pubbliche, ormai, di pubblico hanno soltanto i finanziamenti. I benefici finiscono nelle mani di grandi gruppi economici, mentre alle popolazioni restano gli espropri, il consumo di suolo, la devastazione ambientale e il peso dei debiti.

L’inchiesta di queste ore rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme attorno a un’opera che viene presentata come inevitabile e salvifica, mentre continuano a crescere dubbi, contestazioni e interrogativi sulla gestione dell’intero progetto.

Per questo ribadiamo il nostro NO al Ponte sullo Stretto.

Vogliamo investimenti nelle ferrovie, nella sanità pubblica, nella messa in sicurezza del territorio, nelle scuole e nella creazione di lavoro stabile e utile socialmente.

Vogliamo che siano le comunità a decidere del proprio futuro, non i comitati d’affari che da decenni si contendono una delle più grandi mangiatoie della storia repubblicana.

Per questo saremo presenti anche a Messina l’8 agosto, alla grande manifestazione contro il Ponte sullo Stretto promossa dai movimenti e dalle realtà territoriali che da anni si oppongono a questo progetto. Un appuntamento di lotta per ribadire che le priorità del Sud sono altre: sanità, scuola, lavoro, tutela dell’ambiente e messa in sicurezza del territorio.»