Il corpo senza vita di Cataldo De Luca, quarantunenne originario di Cirò Marina, è stato rinvenuto all’interno della sua cella nel carcere di Rossano. L’uomo si trovava in stato di detenzione da appena quattro giorni. Al momento del ritrovamento, le cause del decesso non sono apparse chiare e restano ancora da determinare attraverso gli accertamenti medico-legali.
L’arresto recente e il quadro accusatorio
La misura cautelare a carico di De Luca era scattata lo scorso 25 giugno, nell’ambito di un’operazione condotta dalla Squadra Mobile che ha coinvolto complessivamente cinque persone. L’uomo era considerato dagli inquirenti il principale indagato e l’autore materiale dell’aggressione che ha causato la morte di Antonio Pugliese, un altro detenuto, l’8 luglio 2024 all’interno della casa circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro. Secondo quanto ricostruito dalla Procura, l’azione violenta sarebbe scaturita da un acceso alterco tra i due.
Lo sviluppo delle indagini dal presunto incidente alla svolta
Inizialmente la morte di Pugliese era stata catalogata come un possibile evento accidentale. Tuttavia, i risultati dell’esame autoptico hanno successivamente ribaltato la prima ipotesi, spingendo le forze dell’ordine ad avviare le indagini che si sono concluse con il blitz della scorsa settimana. Il decesso di De Luca introduce un nuovo elemento di complessità in una vicenda giudiziaria già delicata, legata alla sicurezza e alla gestione delle dinamiche interne agli istituti di pena calabresi.



