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Elisa Scutellà (M5S): “Bilanci della sanità calabrese in profondo rosso,basta propaganda”

I conti delle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi relativi all’anno 2025 accendono il dibattito sulla reale situazione del comparto, portando in primo piano i numeri dei disavanzi registrati nelle diverse province. La capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Elisa Scutellà, è intervenuta duramente sulla gestione economico-finanziaria delle strutture, definendo lo scenario attuale come una situazione gravissima, che richiede verità e responsabilità, non slogan.

I numeri dei disavanzi nelle aziende sanitarie e ospedaliere

Il quadro delineato dai bilanci delle singole aziende evidenzia perdite diffuse su quasi tutto il territorio regionale, mettendo in discussione l’ipotesi di una imminente fine della fase emergenziale.

L’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ha registrato un peggioramento superiore ai 40 milioni di euro rispetto all’anno precedente, chiudendo l’esercizio con un passivo di 84,5 milioni di euro. Ancora più marcata appare la contrazione nei conti dell’Asp di Catanzaro, dove si è verificato un calo di 74 milioni di euro in un solo anno, portando il disavanzo complessivo a 94 milioni di euro.

Le difficoltà non risparmiano le altre province. L’Asp di Vibo Valentia ha chiuso l’anno con un saldo negativo di 8,3 milioni di euro, mentre l’azienda di Crotone ha visto triplicare il proprio disavanzo, che ha raggiunto quota 1,7 milioni di euro.

Anche sul versante ospedaliero le criticità rimangono evidenti. L’ospedale Annunziata di Cosenza mantiene una perdita di 13 milioni di euro, e l’Azienda ospedaliera-universitaria di Catanzaro segna un passivo di 3 milioni di euro. In questo contesto, il Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria si distingue come l’unica eccezione virtuosa tra i grandi nodi ospedalieri della regione.

La posizione del Movimento 5 Stelle e i rilievi della magistratura contabile

I rappresentanti delle opposizioni collegano questi dati alle recenti valutazioni degli organi di controllo, contestando l’ottimismo espresso dai vertici della giunta regionale.

«Quando leggo che la Calabria sarebbe pronta a uscire dal Piano di Rientro, mi chiedo se chi governa abbia visto gli stessi numeri che vediamo noi», afferma la capogruppo pentastellata Elisa Scutellà. «I dati dicono tutt’altro: –84,5 milioni a Cosenza, –94 milioni a Catanzaro, disavanzi ovunque, ospedali che arrancano e servizi che peggiorano. È evidente che la propaganda non può sostituire la realtà».

La consigliera regionale richiama inoltre le relazioni dei magistrati contabili per ridefinire i termini del dibattito sul commissariamento. «Questi numeri non sono opinioni: sono fatti», ribadisce la capogruppo M5S in Consiglio regionale. «E i fatti dicono che la Calabria non è affatto uscita dalle difficoltà strutturali che da anni paralizzano la sanità. La Corte dei Conti lo ha scritto chiaramente: la decisione del Governo di dichiarare concluso il commissariamento non trova riscontro nei bilanci».

Le ripercussioni sui servizi e la richiesta di un piano di risanamento

La discussione sui bilanci si riflette inevitabilmente sulla qualità delle prestazioni erogate e sui costi sostenuti dalla popolazione locale.

I problemi strutturali continuano a tradursi in disagi quotidiani per l’utenza, caratterizzati dal mantenimento delle aliquote fiscali regionali ai livelli massimi e dalla persistenza di lunghe liste d’attesa. I reparti ospedalieri si trovano frequentemente in condizioni di carenza di personale, con i pronto soccorso sottoposti a forti pressioni gestionali, mentre restano centrali i temi legati ai debiti pregressi, alle anticipazioni di cassa e al fenomeno della migrazione sanitaria verso altre regioni.

«Dire che tutto va bene non serve a nessuno. Le famiglie continuano a pagare le addizionali massime, a fare i conti con liste d’attesa interminabili, reparti sotto organico, pronto soccorso in affanno. La verità è che la Calabria continua a essere schiacciata da debiti, anticipazioni di cassa e migrazione sanitaria. Finché non si affrontano le cause strutturali, non cambierà nulla», conclude Elisa Scutellà. «Chiediamo trasparenza, responsabilità e un piano serio di risanamento. Basta con gli annunci autocelebrativi: la Calabria merita una sanità degna, non una narrazione costruita a tavolino».