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Nuove frontiere nella cura del dolore, lo studio dell’Università Magna Graecia pubblicato su Nature Communications

Un importante passo avanti nella ricerca scientifica per lo sviluppo di analgesici innovativi e neuroprotettivi arriva dall’Università Magna Graecia di Catanzaro. Il gruppo di ricerca di Chimica Farmaceutica dell’Ateneo, attivo presso il CCLab nel Dipartimento di Scienze della Salute, ha guidato uno studio avanzato incentrato sul recettore TRPV1, una proteina chiave nella percezione del dolore e noto bersaglio biologico su cui agisce anche la capsaicina, la molecola responsabile della piccantezza del peperoncino.

La ricerca, intitolata “Design, synthesis and structural mechanism of action of TRPV1 agonist MSP20 with long-lasting analgesic effect”, ha guadagnato le pagine della prestigiosa rivista scientifica “Nature Communications”, testimoniando l’alto valore dei risultati conseguiti.

Il meccanismo molecolare contro il dolore

Lo studio ha combinato tecniche computazionali e sperimentali per identificare nuovi agenti bioattivi. Gli esperimenti funzionali in vitro hanno dimostrato che specifici derivati del benzotiofene sono in grado di indurre una consistente desensibilizzazione calcio-dipendente del recettore TRPV1.

Attraverso l’utilizzo di metodologie di frontiera come la microscopia crioelettronica (cryo-EM), l’équipe è riuscita a caratterizzare la struttura del complesso molecolare con l’agonista denominato MSP20. Le immagini strutturali hanno rivelato nel dettaglio come la molecola MSP20 si leghi al sito vanilloide del recettore, mantenendo il poro del canale ionico chiuso in una conformazione desensibilizzata, un meccanismo fondamentale per bloccare la trasmissione dello stimolo doloroso.

Un network di eccellenza internazionale

Il successo della ricerca è il frutto di una stretta collaborazione tra diverse realtà scientifiche di rilievo nazionale e internazionale. Insieme ai docenti dell’ateneo catanzarese Stefano Alcaro, Anna Artese e Isabella Romeo, il progetto ha visto il coinvolgimento dei dipartimenti dell’Università della Calabria, dell’Università di Siena e dell’Università della Campania “L. Vanvitelli”. Al network hanno preso parte anche l’Istituto di Chimica Biomolecolare del CNR di Napoli, l’azienda Epitech Group di Padova e la Columbia University di New York.

Queste sinergie consolidano i rapporti dell’Università Magna Graecia con istituzioni scientifiche ad altissima reputazione, rafforzando il percorso di internazionalizzazione intrapreso dall’Ateneo.

Il professor Stefano Alcaro, responsabile del gruppo di Chimica Farmaceutica dell’UMG, ha commentato il traguardo raggiunto sottolineando lo spessore dell’opera e l’impatto per la comunità accademica: “Questo lavoro rappresenta un grande stimolo per l’Ateneo catanzarese, che vanta un alto livello scientifico degli studi condotti nell’area chimica, recentemente premiata anche dalla VQR.”

I dettagli completi della ricerca e i dati strutturali sul meccanismo d’azione della molecola MSP20 sono disponibili sulla piattaforma della rivista scientifica.