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Sanità, Tridico: «Il Ministero della Salute smonta la narrazione di Occhiuto. La Calabria è ultima in Italia e i reel non curano nessuno»

Il quadro della sanità in Calabria torna al centro del dibattito politico dopo la pubblicazione dei dati relativi al Nuovo Sistema di Garanzia del Ministero della Salute per l’anno 2024. I numeri diffusi dal monitoraggio governativo evidenziano una situazione di profondo divario rispetto al resto del Paese, accendendo la discussione sulle reali condizioni dell’assistenza territoriale e ospedaliera nella regione.

I dati del monitoraggio e il divario con le altre Regioni

La Calabria si posiziona all’ultimo posto della classifica nazionale con un punteggio complessivo di 189 punti. Il report ministeriale evidenzia inoltre come la regione sia l’unica in Italia a non raggiungere la soglia di sufficienza nell’assistenza distrettuale, un macro-livello che comprende ambiti cruciali come la medicina di base, la sanità del territorio e l’assistenza domiciliare.

Il confronto con le realtà più virtuose della penisola rende evidente la distanza da colmare. Il Veneto, ad esempio, ha registrato un punteggio di 288 punti, segnando un distacco di 99 lunghezze rispetto alla sanità calabrese. Questo risultato mette in discussione le recenti dichiarazioni ottimistiche sulla crescita economica e sociale della regione, mostrando una realtà strutturale complessa e ancora lontana dagli standard nazionali.

Mobilità passiva e criticità nei reparti

Le ripercussioni di tali carenze gravano direttamente sui cittadini e sulle casse regionali. La mobilità sanitaria passiva, ovvero il flusso di residenti che scelgono di curarsi fuori regione, genera una spesa superiore a 300 milioni di euro all’anno. Si tratta di risorse economiche calabresi che vengono trasferite alle strutture sanitarie del Nord per garantire prestazioni che sul territorio locale risultano carenti o indisponibili.

A questo scenario si aggiungono le storiche criticità che colpiscono quotidianamente la rete ospedaliera. I pronto soccorso registrano frequenti situazioni di collasso, i reparti soffrono per una cronica carenza di personale medico e infermieristico, e i tempi di attesa per esami e visite specialistiche rimangono estremamente dilatati, costringendo spesso l’utenza a rinunciare alle cure o a intraprendere lunghi viaggi.

Il nodo del commissariamento e le richieste del Consiglio

Anche l’annunciato percorso di uscita dal commissariamento della sanità presenta elementi di incertezza, essendo attualmente vincolato alle verifiche e al controllo di legittimità da parte della Corte dei Conti. Le osservazioni sollevate dalla magistratura contabile non vengono considerate una semplice formalità burocratica, ma un nodo centrale da chiarire per garantire la trasparenza della gestione finanziaria e amministrativa.

Il dibattito si sposta ora sul piano istituzionale. Viene chiesta formalmente la presenza della presidenza della Giunta in Consiglio regionale, con l’obiettivo di illustrare dettagliatamente i rilievi della Corte dei Conti e presentare un piano concreto per il rilancio dell’assistenza territoriale. La sfida principale riguarda l’utilizzo efficiente dei fondi europei e l’attuazione della Missione Salute del Pnrr, mirata alla realizzazione delle Case e degli Ospedali di Comunità per colmare il deficit assistenziale e garantire il diritto alla salute dei cittadini.