Dal 12 agosto l’entrata in vigore del Regolamento Ue sugli imballaggi (Packaging and Packaging Waste Regulation, noto come Ppwr) segna un passaggio significativo per il settore del caffè monodose. La normativa introduce una nuova classificazione ufficiale che definisce capsule e cialde come veri e propri imballaggi. La novità non altera le abitudini quotidiane di consumo della bevanda, ma trasforma in modo strutturale le modalità di etichettatura, raccolta e riciclo dei prodotti.
Sulle confezioni comparirà un’etichettatura visibile e armonizzata per guidare il corretto conferimento dei materiali. Le capsule in alluminio o in plastica andranno gestite secondo le indicazioni del produttore e dei singoli Comuni, in analogia a quanto avviene per le lattine e gli altri imballaggi. I prodotti certificati come compostabili troveranno spazio nella raccolta dell’organico laddove previsto, mentre eventuali elementi separabili potranno essere destinati a flussi specifici.
Le indicazioni di smaltimento e il modello di filiera
Una delle disposizioni principali riguarda la gestione del residuo di caffè rimasto all’interno del contenitore, chiStructure applicativa chiarita dai rappresentanti del settore.
«Non è necessario svuotare la capsula prima di gettarla: è la norma stessa a riconoscere che si tratta, a oggi, di un imballaggio che nella stragrande maggioranza dei casi arriva ancora pieno a fine vita – spiega Michele Monzini, vicepresidente del Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food – è un caso più unico che raro nella storia della gestione degli imballaggi, e per questo richiede un modello di responsabilità condivisa tra produttori, Consorzio Nazionale Imballaggi e consumatori».
Corresponsabilità ed etichettatura armonizzata in Europa
Il nuovo sistema si fonda sulla cooperazione tra i diversi attori della filiera. Le aziende produttrici sono chiamate a progettare capsule e cialde con una crescente riciclabilità e a definire la codifica identificativa dei materiali. Il Consorzio Nazionale Imballaggi (Conai) collabora con le imprese per rendere efficaci i flussi di raccolta e valorizzazione, mentre il consumatore gestisce il conferimento seguendo le indicazioni riportate sulle confezioni.
Per semplificare le procedure, la nuova etichettatura ambientale sarà uniforme a livello europeo. I messaggi chiari e omogenei intendono superare le difformità geografiche locali, tenendo conto della composizione del materiale, della presenza di componenti separabili come linguette o involucri e delle specifiche regole dei sistemi di raccolta territoriali.
L’impegno dell’industria tra eco-design e riciclo
Il Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food ha istituito una Commissione interna dedicata a cialde e capsule, attiva su tre fronti principali: l’eco-design del prodotto, le sperimentazioni della raccolta e il dialogo costante con gli impianti di selezione. Le aziende associate stanno lavorando alla semplificazione di materiali e componenti, partecipando a test sul territorio per facilitare l’intercettazione dei prodotti da parte dei sistemi di riciclo automatico.



