Un’articolata operazione di controllo ha interessato il territorio della provincia di Cosenza a partire dal 21 giugno, coordinata dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro. L’iniziativa rientra nel quadro del progetto “ALT Caporalato T.R.E.” (Tutela, Resilienza ed Emersione), sviluppato per contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e dello sfruttamento lavorativo, con un’attenzione specifica rivolta alla tutela dei lavoratori stranieri. L’azione si inserisce inoltre nella campagna straordinaria di vigilanza nel settore agricolo per il 2026 e nelle attività ad ampio raggio pianificate dalla Questura di Cosenza in relazione alla movida estiva.
I controlli si sono concentrati su settori ritenuti ad alto rischio, quali l’agricoltura, l’edilizia, la ricettività turistico-alberghiera e i pubblici esercizi. Nel complesso sono state monitorate 71 imprese, suddivise in 33 aziende agricole, 14 cantieri edili e 24 strutture operanti nell’ambito turistico e della ristorazione. Durante le verifiche sono state esaminate 324 posizioni lavorative, 65 delle quali riguardanti cittadini stranieri.
I risultati delle ispezioni e le attività sospese
Il bilancio complessivo delle verifiche ha evidenziato irregolarità diffuse. Gli ispettori hanno accertato la presenza di 22 lavoratori impiegati in modo completamente sommerso, ovvero privi di regolare contratto di assunzione e di qualsiasi copertura assicurativa. Ulteriori posizioni lavorative restano tuttora oggetto di approfondimenti da parte degli organi di vigilanza.
In seguito agli accertamenti effettuati con il supporto dei militari del Nucleo Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro, sono state adottate 19 misure di sospensione dell’attività imprenditoriale. Nello specifico, undici provvedimenti sono scattati a causa dell’impiego di personale non regolarizzato, cinque per gravi inosservanze della normativa di salute e sicurezza e tre per la contemporanea presenza di entrambe le infrazioni. Il valore delle somme aggiuntive collegate ai provvedimenti di sospensione ammonta a 47.500 euro.
Gravi violazioni sulla sicurezza e sanzioni pecuniarie
Nel corso degli accessi ispettivi sono emerse anche rilevanti inosservanze relative all’orario di lavoro e all’applicazione dei contratti collettivi nazionali di categoria. Particolarmente critico il quadro riscontrato in materia di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, specialmente nei cantieri edili, dove è stata rilevata in più occasioni l’assenza della patente a crediti prescritta dalla legge.
Sulla base delle irregolarità emerse, sono state impartite 32 prescrizioni volte al ripristino delle condizioni di legalità. Tra le inadempienze contestate figurano l’assenza del Documento di valutazione dei rischi (DVR) e del Piano operativo di sicurezza (POS), la mancata effettuazione della sorveglianza sanitaria e della formazione obbligatoria dei lavoratori, l’omessa fornitura dei dispositivi di protezione individuale, l’impiego di ponteggi e impalcati non a norma, la mancanza di adeguate recinzioni di cantiere e la carenza dei requisiti di idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie.
Le sanzioni finanziarie ed elevate a titolo di ammenda per le violazioni della sicurezza superano i 40.000 euro. Le attività di verifica dell’Ispettorato proseguiranno lungo tutto il periodo estivo con l’obiettivo di garantire il rispetto delle normative vigenti e contrastare ogni forma di irregolarità occupazionale.



