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Ponte sullo Stretto, la Cgil: «Milioni per un’opera faraonica mentre la Calabria cade a pezzi»

Il via libera alla progettazione esecutiva del Ponte sullo Stretto da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici non frena le proteste. La Cgil Calabria ribadisce il suo fermo «no» a un’opera sproporzionata, pensata per collegare due regioni soffocate da infrastrutture colabrodo.

Infrastrutture al collasso e isolamento Mentre si mettono a punto i piani per il Ponte, la realtà quotidiana del Mezzogiorno racconta tutta un’altra storia. Durante i periodi di grande esodo, percorrere l’autostrada verso le mete turistiche del Sud significa affrontare code chilometriche e cantieri a macchia di leopardo. Non si tratta di un disservizio estivo, ma di un ritardo strutturale. Sul fronte ferroviario la situazione non migliora: l’Alta Velocità in Calabria resta un miraggio confinato agli annunci propagandistici, lasciando la regione isolata dal resto del Paese.

«A cosa serve un Ponte che attraversa il mare se poi fa sbarcare gli automobilisti in una terra, la Sicilia, altrettanto devastata sul piano dei collegamenti?»

Gianfranco Trotta, Segretario Generale Cgil Calabria

Aumenti dei costi, opacità e rischi di danno erariale Le perplessità non riguardano solo la viabilità, ma investono direttamente la tenuta economico-finanziaria dell’opera. Il sindacato ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per verificare il corretto impiego dei fondi pubblici e scongiurare un possibile danno erariale. I punti critici segnalati sono molteplici:

  • Costi incerti: Manca una determinazione definitiva del prezzo dell’opera, con una quota rilevante di risorse ancora stimata o priva di copertura contrattuale.

  • Carenza di controlli sugli operatori: Non risultano verifiche documentate sulla permanenza dei requisiti di affidabilità e qualificazione delle imprese coinvolte, a fronte dei cambiamenti avvenuti negli anni nella compagine degli affidatari.

  • Violazioni ambientali e contenziosi: Restano aperte le violazioni della direttiva europea Habitat già evidenziate dai magistrati contabili, con un elevato rischio di contenziosi e sanzioni a carico dello Stato.

Le priorità tradite del Mezzogiorno Dal sindacato chiariscono che non si tratta di un rifiuto ideologico, ma di una battaglia di legalità e trasparenza. Destinare miliardi a un singolo attraversamento significa distogliere risorse preziose dai servizi primari del territorio: la sanità, la scuola e la messa in sicurezza delle strade d’accesso essenziali di cui la Calabria ha urgente bisogno.