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Isola Capo Rizzuto, disposto l’accesso antimafia al Comune: riflettori puntati sull’amministrazione

Il Municipio di Isola Capo Rizzuto torna al centro dei controlli dello Stato. Il prefetto di Crotone, Franca Ferraro, ha disposto un accesso antimafia per accertare l’eventuale presenza di tentativi di condizionamento da parte della criminalità organizzata all’interno della macchina amministrativa. L’avvio dell’iter non costituisce un provvedimento di scioglimento, ma apre un’articolata fase di verifica diretta su atti, procedure e relazioni relative all’attività dell’ente.

Gli accertamenti sono stati affidati a una commissione d’accesso presieduta dal viceprefetto aggiunto di Crotone Sebastiano Tramontana, dal capitano dei carabinieri Riccardo Notacerasi e dal capitano della Guardia di finanza Giuseppe Ragusa. L’iniziativa trae origine dagli elementi emersi in diverse attività d’indagine coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e dalla Procura della Repubblica di Crotone.

Le indagini e le posizioni al vaglio della commissione

Tra i fascicoli al vaglio degli inquirenti rientrano le operazioni “Blizzard-Folgore”, “Libeccio” e “Krimata”. Nel corso dell’inchiesta “Blizzard”, scattata nello scorso mese di marzo, le forze dell’ordine hanno rilevato contatti tra soggetti ritenuti vicini alle cosche locali e figure legate all’amministrazione comunale.

In tale contesto è emersa anche la posizione di Roberto Bianchi, marito della sindaca Maria Grazia Vittimberga, riconfermata alla guida dell’amministrazione nel mese di maggio. Bianchi non risulta indagato nell’inchiesta penale, un aspetto che resta distinto rispetto alle valutazioni di natura amministrativa demandate alla commissione prefettizia. L’ispezione intendere chiarire se le dinamiche emerse abbiano inciso concretamente sulle scelte dell’ente e sull’operatività degli uffici.

L’attenzione si concentrerà anche sugli atti legati all’operazione “Krimata”, con particolare riferimento al ruolo svolto durante le consultazioni elettorali del 2025 da Mario Esposito, figura indicata negli atti d’indagine come contigua agli ambienti della criminalità organizzata, di recente assolta dall’accusa di omicidio formulata in un distinto procedimento.

Il caso del cinema Eraclea e i precedenti scioglimenti

L’attività ispettiva riguarderà inoltre l’utilizzo del cinema-teatro Eraclea, immobile confiscato alla ‘ndrangheta nell’ambito della maxioperazione “Jonny” e concesso in comodato d’uso al Comune per finalità sociali e culturali. La struttura è stata impiegata per lo svolgimento della festa elettorale a seguito della rielezione della sindaca Vittimberga. Sulla vicenda la Procura di Crotone ha aperto un fascicolo iscrivendo due persone nel registro degli indagati per le ipotesi di reato di peculato e omesso preavviso di pubblica manifestazione. Spetterà alla commissione ricostruire i passaggi amministrativi e le relative autorizzazioni per verificare il rispetto dei vincoli previsti per l’uso dei beni confiscati.

L’avvio della procedura si inserisce in un contesto complesso per Isola Capo Rizzuto, ente locale già sciolto per infiltrazioni mafiose in due precedenti occasioni: la prima nel 2003, sotto la consiliatura guidata dal sindaco Damiano Milone in cui l’attuale prima cittadina rivestiva il ruolo di presidente del Consiglio comunale, e la seconda nel 2017, durante l’amministrazione guidata da Gianluca Bruno a seguito delle risultanze dell’operazione “Jonny”. L’insediamento della commissione d’accesso rappresenta la fase iniziale di verifica e non anticipa le determinazioni finali, che verranno adottate solo al termine delle acquisizioni documentali.