Una lite dentro il locale, l’allontanamento da parte della sicurezza e poi la violenza consumata oltre le transenne. Una sequenza drammatica che ha portato alla morte del giovane Antonio Perrotta, deceduto alle 4,42 del 10 agosto all’ospedale Annunziata di Cosenza a causa dei gravi traumi riportati.
Per la tragedia della notte tra l’8 e il 9 agosto, la Procura della Repubblica di Paola ha emesso un decreto di fermo nei confronti dei fratelli Umberto e Domenico Orsino, rispettivamente di 24 e 22 anni. Entrambi sono residenti in Lussemburgo e domiciliati a Belvedere Marittimo. L’ipotesi di reato formulata dal procuratore Domenico Fiordalisi è di concorso in omicidio aggravato da futili e abietti motivi.
La ricostruzione della violenza e le immagini delle telecamere
Tutto ha inizio all’interno della discoteca Il Castello di Sangineto, dove scoppia una discussione che vede coinvolto Perrotta. Gli addetti alla sicurezza intervengono per evitare il peggio e allontanano due giovani dal locale. Gli investigatori di Polizia e Carabinieri hanno ricostruito i momenti successivi analizzando le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza.
Dalle immagini emerge che Perrotta si sposta verso l’uscita insieme al personale di sicurezza e raggiunge l’area esterna al transennamento. In quel punto avviene la colluttazione: il giovane viene colpito con pugni e calci, cadendo a terra e battendo violentemente la testa.
Il ricovero, l’intervento chirurgico e il decesso
Le condizioni di Perrotta appaiono subito serie, ma in un primo momento il ragazzo riprende conoscenza e si avvia verso casa a bordo dell’auto di un conoscente. Il repentino peggioramento del quadro clinico spinge a trasportarlo dapprima al presidio sanitario di Cetraro e successivamente, tramite elisoccorso, alla struttura ospedaliera di Cosenza per via di un ematoma epidurale acuto e di una frattura composta della base cranica.
Nel nosocomio cosentino i medici eseguono un delicato intervento chirurgico alla testa per ridurre le lesioni. Nonostante la riuscita tecnica dell’operazione, i traumi riportati si rivelano fatali nella prima mattina di domenica 10 agosto.
L’identificazione degli indagati e le perquisizioni
I dettagli estrapolati dai filmati – legati a corporatura, tratti somatici e abbigliamento – hanno consentito agli inquirenti di risalire all’identità dei presunti aggressori. Nel corso delle perquisizioni eseguite presso l’abitazione di Belvedere Marittimo, le forze dell’ordine hanno rinvenuto e sequestrato indumenti compatibili con quelli visibili nelle registrazioni, tra cui una camicia recante tracce ematiche, su cui verranno svolti i rilievi scientifici per verificare la riconducibilità alla vittima.
Il movente e il pericolo di fuga
All’origine dell’aggressione vi sarebbe stato l’allontanamento dei due giovani dal locale per il mancato possesso del biglietto d’ingresso. Il provvedimento di fermo è stato disposto anche in considerazione del concreto pericolo di fuga dei due fratelli verso il Lussemburgo.
L’impianto accusatorio e la ricostruzione degli eventi rappresentano le ipotesi formulate dalla Procura nella fase preliminare delle indagini. La responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel corso del procedimento giudiziario.



