Una semplice ed ennesima imprudenza scambiata per “pulizia” si è trasformata in un vero e proprio disastro ambientale. Un uomo di Bonifati è stato denunciato dai Carabinieri Forestali del Nucleo di Cetraro dopo aver appiccato il fuoco ad alcuni residui del proprio ovile, scatenando un rogo devastante che ha inghiottito ben 10 ettari di territorio.
L’episodio si è verificato in località San Lorenzo–Timpone. Durante un pattugliamento di routine, i militari hanno notato una densa colonna di fumo e si sono precipitati sul posto, cogliendo l’uomo mentre tentava disperatamente di domare le fiamme a ridosso del suo ricovero per animali. Nonostante i tentativi del proprietario di professarsi estraneo ai fatti, le indagini immediate condotte con il Metodo delle Evidenze Fisiche (MEF) non hanno lasciato dubbi: la scintilla iniziale era partita proprio dal suo terreno.
Quel piccolo fuoco appiccato con superficialità per smaltire le sterpaglie è sfuggito del tutto al suo controllo a causa delle alte temperature e della vegetazione arida. Il risultato? Un’area vasta come 14 campi da calcio — composta da macchia mediterranea, uliveti, querce e terreni incolti — è andata completamente distrutta, rendendo indispensabile il massiccio intervento di due squadre dei Vigili del Fuoco di Paola per evitare il peggio.
Per l’uomo è scattata la denuncia a piede libero per incendio boschivo colposo, oltre a una pesante sanzione amministrativa per aver violato il divieto assoluto di abbruciamento previsto dalla legge regionale nel periodo estivo. Un episodio che conferma il massimo livello di allerta dei Carabinieri Forestali di Cosenza, impegnati in controlli serrati per fermare chi continua a mettere a rischio l’ecosistema con comportamenti irresponsabili.



