Prosegue con apprensione il monitoraggio sui drammatici fatti avvenuti nella serata del 25 agosto 2026 a Mileto, nel Vibonese, dove un improvviso scoppio seguito da un rogo all’interno di una struttura ricettiva ha travolto un nucleo familiare di origine slovena. Le condizioni della bambina di dieci anni appaiono particolarmente critiche: la piccolina si trova attualmente ricoverata a Bari, mentre il padre e la madre sono stati presi in cura rispettivamente nelle strutture sanitarie di Palermo e Catania. Tutti e tre i pazienti presentano ustioni di rilevante gravità sul trenta per cento del corpo e permangono intubati con prognosi riservata.
Il complesso dispositivo d’emergenza, scattato subito dopo la deflagrazione, ha visto la sinergia tra i sanitari del locale Pronto soccorso e le forze dell’ordine per organizzare il tempestivo trasferimento aereo dei feriti tramite tre diversi voli aeromedici, coordinati anche con l’intervento dell’Aeronautica militare attivata dalla Prefettura. Nel frattempo, sul luogo del disastro, i Vigili del fuoco hanno prontamente estinto le fiamme e messo in sicurezza l’edificio, che ha riportato seri cedimenti strutturali.
Rimane ancora da fare piena luce sulla dinamica esatta dell’accaduto e sulle reali cause dell’innesco. L’immobile è stato posto sotto sequestro giudiziario per consentire agli inquirenti e ai tecnici dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco di condurre le dovute perizie, focalizzando i rilievi sugli impianti, sulla presenza di eventuali bombole di gas e sulle generali norme di sicurezza dell’alloggio.



