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Divieto di balneazione a Nicotera Marina: la denuncia della Pro Loco sull’inquinamento al fosso San Giovanni

Nel pieno della stagione estiva, la gestione della condotta fognaria a Nicotera Marina sfocia in una grave emergenza ambientale. L’Ordinanza del Sindaco numero 19 del 25 agosto 2026 ha disposto il divieto temporaneo di balneazione per un raggio di 50 metri nel tratto di Via Lungomare antistante la foce del fosso consortile San Giovanni.

I dati dell’Arpacal resi noti il 22 agosto hanno evidenziato valori fuori norma per Escherichia coli, pari a 3.784 MPN/100ml, ed Enterococchi intestinali, attestati a 2.603 MPN/100ml. I rilievi eseguiti all’interno della foce del canale registravano già il 28 luglio 2026 cariche batteriche pari a 120.000 unità su 100ml.

La posizione della Pro Loco e gli sversamenti nel canale

Il sodalizio turistico nicoterese ha espresso forte contrarietà per il deterioramento della qualità delle acque marine, fino a quel momento rimaste limpide.

«Quest’anno, dopo oltre 30 anni, il mare è stato pulitissimo e cristallino da giugno a fine luglio, poi sono iniziati gli sversamenti fognari all’interno della foce del fosso e il mare a distanza di poco ha iniziato a sporcarsi fino alla drammatica situazione del divieto di balneazione», dichiarano i rappresentanti della Pro Loco di Nicotera.

Dal primo agosto l’associazione aveva richiesto interventi di collaborazione istituzionale al sindaco Giuseppe Marasco. Le segnalazioni di residenti e turisti su esalazioni e chiazze in mare hanno generato accese polemiche sulle piattaforme social, culminate con severe critiche indirizzate alla giunta comunale.

Critiche severe sono state rivolte anche all’assessore comunale all’ambiente Antonio La Malfa per le sue dichiarazioni pubbliche del 19 luglio scorso relative ai post degli utenti sulle condizioni del mare.

Le criticità gestionali e le responsabilità sul territorio

Mentre il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria e il Consorzio di Bonifica hanno eseguito gli interventi di pulizia a monte dei torrenti, la gestione a valle ha mostrato forti limiti tecnici per la presenza di allacci fognari abusivi nella rete delle acque piovane e la mancata aspirazione dei pozzetti mediante autospurgo.

«Mentre il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria ha investito ingenti sforzi per la manutenzione e la pulizia a monte dei torrenti, l’Ente locale ha fallito nella gestione a valle, ignorando gli allacci fognari irregolari nella condotta delle acque bianche di Nicotera Marina. L’ordinanza di divieto penalizza la stagione turistica, i commercianti e l’immagine di Nicotera», aggiunge il direttivo della Pro Loco.

L’analisi tecnica sui metodi di bonifica

Sulla vicenda è intervenuto Antonio Di Giacomo, titolare della Wet Stone srl, impresa esperta in trattamenti ambientali.

«Il Fosso San Giovanni e tantissime situazioni simili sono il frutto dell’incuria di chi ci amministra. Lo sbarramento alla foce del fosso San Giovanni con sabbia riesce a stento a trattenere medie particelle e schiume grossolane, ma assolutamente non può trattenere patogeni come l’Escherichia coli, ma anzi ne può bioamplificare lo sviluppo», spiega Antonio Di Giacomo.

L’esperto ha evidenziato come l’impiego di bioattivatori in pastiglie, già applicato nell’estate 2025 da Calabria Verde, avesse permesso la mineralizzazione della sostanza organica e il contenimento della carica batterica senza impattare sulla balneazione. La proposta inoltrata dalla Pro Loco per ripetere il trattamento biologico durante la stagione 2026 non ha ottenuto l’autorizzazione da parte del Comune.