HomeAttualitàSalute&BenessereScuola, per chi suona la campanella:...

Scuola, per chi suona la campanella: insegnanti sotto stress da rientro

L’inizio del nuovo anno scolastico provoca a molti insegnanti una fortissima ansia da rientro: stress cronico, esaurimento emotivo e mancanza di tutele accendono l’allarme sulla salute emotiva dei docenti, come si legge sul portale Treccani.it alla voce “Burn-out” della nuova rubrica “L’alfabeto del lavoro”.

L’impatto del rientro in classe sulla salute dei docenti

La riapertura delle scuole è il momento più temuto dal corpo docente italiano: il pensiero del ritorno in classe rischia di guastare le ferie a molti insegnanti, facendo riaffiorare ansia, stress e segnali di burn-out, come si legge sul portale Treccani.it alla voce “Burn-out” della linguista Beatrice Cristalli.

Quasi il 50% degli insegnanti delle scuole secondarie di primo grado sperimenta infatti stress sul lavoro, il 24% dichiara che la professione ha un impatto negativo sulla propria salute mentale e il 22% sulla salute fisica, come risulta da un recente approfondimento dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro.

Le cause dello stress tra burocrazia e stipendi

In Italia il quadro è aggravato dalle molteplici richieste cui gli insegnanti sono chiamati a far fronte: dalla gestione dei conflitti tra gli studenti ai rapporti sempre più impegnativi con genitori e colleghi, dall’aumento degli adempimenti burocratici ai messaggi e alle comunicazioni professionali che si protraggono oltre l’orario di lavoro. A pesare sono anche le retribuzioni, che rimangono tra le più basse in Europa, e una scarsa considerazione sociale della professione.

Che cos’è il burn-out e la cultura del lavoro

Il burn-out – entrato nel lessico medico e psicologico negli anni Settanta del Novecento grazie alle ricerche dello psicoanalista Herbert J. Freudenberger e della psicologa Christina Maslach – indica uno stato di stress psico-emotivo che può arrivare a una sorta di “combustione totale” della persona ed è riconosciuto ufficialmente come sindrome dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2019.

I disagi avvertiti dal corpo docente fanno emergere una contraddizione più ampia radicata nella nostra cultura del lavoro, dove il sacrificio continua a essere percepito come un valore. Non a caso labor, in latino, significa “fatica” e “sofferenza”, ma il rischio è che l’esaurimento venga considerato quasi la prova di una dedizione totale al lavoro, anziché il segnale di uno stress cronico non adeguatamente gestito.

La nuova rubrica Treccani L’alfabeto del lavoro

La voce Burn-out fa parte di L’alfabeto del lavoro. Parole e cose in trasformazione, la nuova rubrica di Treccani curata da Beatrice Cristalli: un “lemmario del presente” in ventuno tappe attraverso termini ed espressioni che raccontano le aspirazioni e le fatiche di un’epoca in cui il lavoro interroga sé stesso. Da ageismo a burn-out, da carriera a dimissioni, da equilibrio a freelance, fino a gender gap, hustle culture, iperconnessione, limite, motivazione, nomadismo digitale, occupazione, pensione, quadro, retribuzione, sicurezza, tossico, urgenza, valore e zero ore: la rubrica racconta la metamorfosi del rapporto tra individuo e organizzazione a partire dalle parole con cui nominiamo l’esperienza lavorativa. Un alfabeto per decodificare i cambiamenti del presente e i meccanismi che governano le nostre giornate, una parola alla volta.