L’avvicinarsi del nuovo anno scolastico ripropone con forza la questione delle elevate temperature all’interno degli istituti. Sul tema è intervenuto Alfredo Silipo, segretario generale della CISL Scuola Magna Grecia Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, chiedendo di affrontare il problema attraverso l’equilibrio, la chiarezza delle competenze e necessari interventi strutturali.
Competenze regionali e gestione del calendario scolastico
Il primo aspetto evidenziato da Silipo riguarda le responsabilità istituzionali relative alle date di inizio delle lezioni. “Il calendario scolastico rientra infatti nelle competenze delle Regioni e, in presenza di condizioni climatiche straordinarie tali da compromettere la salute e la sicurezza di studenti e lavoratori, spetta agli organismi regionali valutare l’eventuale necessità di modificare le date già stabilite”, ha spiegato il segretario generale.
Un’eventuale variazione dell’avvio delle attività didattiche comporta tuttavia ricadute sull’intero impianto organizzativo. Per garantire i 200 giorni di lezione previsti per la regolarità dell’anno, il rinvio dell’apertura richiederebbe un recupero attraverso la riduzione delle pause festive o il prolungamento delle attività a giugno. Per tali ragioni, la valutazione delle modifiche deve considerare le esigenze complessive di famiglie, studenti e personale scolastico.
La centralità della salute e la necessità di interventi sulle strutture
La tutela della salute dei lavoratori e degli studenti rimane un punto essenziale per la CISL Scuola Magna Grecia, che richiede verifiche puntuali nei singoli istituti. “Le lezioni devono poter iniziare e svolgersi nella piena regolarità”, ha dichiarato Silipo, aggiungendo che “qualora le temperature dovessero rendere effettivamente insicuro o impraticabile lo svolgimento delle attività, spetterebbe alle Regioni effettuare le verifiche necessarie e valutare eventuali deroghe laddove ne ricorrano i presupposti”.
Oltre alle misure di carattere temporaneo, l’organizzazione sindacale pone l’accento sulla necessità di adeguare gli edifici tramite l’installazione di impianti di climatizzazione, refrigerazione e ventilazione. Parallelamente, viene esclusa l’ipotesi di un ricorso generalizzato alla didattica a distanza per far fronte al caldo, al fine di non riproporre schemi emergenziali. L’invito rivolto agli enti competenti è quello di operare una precisa assunzione di responsabilità per assicurare la continuità didattica in ambienti idonei.



