Un presunto ostacolo burocratico rischia di appesantire il percorso dei pazienti calabresi e di incidere sulla misurazione dei tempi di risposta del sistema sanitario. L’associazione Codacons ha sollevato una specifica contestazione in merito alle procedure applicative per le prestazioni prescritte e già inserite nei registri di prenotazione presso il presidio ospedaliero “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro.
La controversia sul rinnovo delle ricette mediche
Al centro della segnalazione inoltrata dal Codacons vi è la richiesta formulata ad alcuni cittadini di produrre una nuova ricetta medica per accedere a visite o esami diagnostici già calendarizzati. Tale indicazione verrebbe formalizzata al momento di saldare il ticket sanitario o di presentare l’esenzione, contestando il decorso dei 180 giorni dall’emissione del documento primario.
Il quadro normativo regionale tracciato dal DCA numero 442 del 31 dicembre 2024 individua nel termine semestrale la finestra utile esclusivamente alla prenotazione dell’appuntamento. Una volta perfezionato il passaggio formale nei tempi previsti, l’efficacia del titolo autorizzatorio rimane estesa sino all’effettiva erogazione del servizio.
L’impatto organizzativo sulle persone e sui medici
L’esigenza di ottenere un secondo documento prescrittivo comporta conseguenze operative rilevanti, come evidenziato dal vicepresidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto: “Ha già aspettato. Se la prescrizione è ancora valida, fargliela riscrivere significa imporgli una fatica inutile e sottrarre tempo anche al medico e agli altri pazienti. Chi dispone queste procedure dovrebbe almeno chiedersi che cosa comportino per le persone”.
Il riattraversamento dell’iter prescrittivo determina un carico aggiuntivo sulle strutture territoriali e sui medici di medicina generale, costretti a rielaborare autorizzazioni per prestazioni già registrate nei flussi informatici ufficiali.
L’interrogativo sul monitoraggio dei flussi informatici
L’aspetto cardine dell’azione intrapresa dall’associazione di tutela riguarda la corretta tracciabilità del percorso assistenziale nei database trasmessi all’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS). La sostituzione del codice identificativo dell’impegnativa potrebbe teoricamente determinare l’azzeramento dello storico della prenotazione primaria.
Nel caso in cui il sistema applicativo sovrascrivesse la data originaria di presa in carico con la data di riemissione del documento, il calcolo della durata dell’attesa risulterebbe non coerente con i giorni effettivi trascorribili dal cittadino tra la prima richiesta e l’erogazione finale. Un’eventualità che l’associazione ha chiesto di verificare con immediatezza formale alle autorità competenti, fissando un termine di riscontro di sette giorni per l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco”, Azienda Zero e la Regione Calabria prima dell’eventuale coinvolgimento dei livelli ministeriali.



