La mobilitazione cittadina in Calabria segna un traguardo straordinario sui diritti civili con oltre 10.000 sottoscrizioni raccolte a sostegno della proposta di legge regionale sul suicidio assistito. Un risultato che supera di gran lunga la soglia minima richiesta per presentare il testo a Palazzo Campanella. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Luca Coscioni nell’ambito della campagna nazionale “Liberi Subito”, punta a regolamentare l’accesso alla morte volontaria in ambito regionale, seguendo la strada già tracciata da Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Sardegna e Umbria.
Come sottolineato in una nota dall’Associazione Luca Coscioni: “Sono oltre 10.000 le firme delle cittadine e dei cittadini della Calabria, più del doppio di quelle necessarie, che verranno depositate in Consiglio regionale per la proposta di legge regionale sul suicidio assistito promossa dall’Associazione Luca Coscioni e già approvata in Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Sardegna e Umbria”.
Marco Cappato a Catanzaro per la consegna delle firme
Il momento formale della consegna si terrà venerdì 30 ottobre, alle 9:30, direttamente presso la sede del Consiglio regionale a Catanzaro. All’evento prenderà parte Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, insieme ai componenti del Comitato promotore calabrese Mariasole Cavarretta, Caterina Forelli, Ivan Papasso e Maria Teresa Prestanicola, affiancati da tutti i volontari che hanno animato i gazebo e i punti di raccolta sul territorio.
Nessun nuovo diritto, ma procedure sanitarie senza ritardi
La proposta normativa non intende scavalcare il quadro giuridico nazionale, bensì dare applicazione alle indicazioni espresse dalla Consulta con le storiche decisioni in materia. L’obiettivo primario della legge è definire percorsi chiari e tempestivi all’interno del Servizio sanitario regionale per chi richiede l’aiuto medico alla morte volontaria.
Dal Comitato hanno chiarito l’ambito di intervento del testo: “La proposta di legge di iniziativa popolare, nel pieno rispetto delle competenze regionali e in ottemperanza a quanto previsto dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, non modifica i diritti stabiliti dalla Consulta, ma disciplina l’organizzazione del Servizio sanitario regionale, definendo procedure senza ingiustificati ritardi, per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria”.
La normativa mira a colmare i vuoti organizzativi delle strutture sanitarie territoriali, azzerando le disparità di trattamento. L’Associazione Luca Coscioni ha ribadito la portata operativa del provvedimento: “La proposta ‘Liberi Subito’ non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo procedure certe e tempestive per la verifica dei requisiti; uniformità sul territorio regionale; trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie”.



