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Atti persecutori a Lamezia Terme, scattano due misure cautelari

La Polizia di Stato ha eseguito due distinti provvedimenti cautelari emessi dal G.I.P. del Tribunale di Lamezia Terme nei confronti di due uomini indagati per il reato di atti persecutori. Per entrambi le autorità hanno disposto il divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da queste abitualmente frequentati, con l’applicazione del braccialetto elettronico per il monitoraggio a distanza del rispetto delle prescrizioni imposte.

Le indagini e la ricostruzione degli episodi

Le attività investigative hanno preso il via dalle richieste di intervento e dalle segnalazioni avanzate dalle vittime. Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lamezia Terme hanno tempestivamente avviato gli accertamenti di polizia giudiziaria, ricostruendo le dinamiche e la reiterazione delle condotte contestate, maturate in entrambi i casi nell’ambito di pregresse relazioni affettive.

Gli approfondimenti svolti dagli investigatori hanno consentito di delineare una serie di comportamenti persecutori, tra i quali figurano pedinamenti, riprese video non autorizzate, insulti, minacce e aggressioni fisiche. Secondo quanto emerso dall’attività di indagine, tali condotte avrebbero provocato nelle persone offese un grave stato d’ansia e un fondato timore per la propria incolumità, inducendole a modificare drasticamente le proprie abitudini di vita.

Il coordinamento della Procura e la presunzione di innocenza

L’attività di indagine si è svolta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, guidata dal procuratore Elio Romano, che ha richiesto e ottenuto dal competente Ufficio G.I.P. l’emissione delle misure cautelari eseguite dalle forze dell’ordine. Gli interventi si inseriscono nel quadro del costante impegno della Polizia di Stato nella prevenzione e nel contrasto dei reati commessi contro le donne e di ogni forma di violenza e sopraffazione.

Si precisa che i provvedimenti adottati intervengono nella fase delle indagini preliminari. Per entrambi gli indagati vale pertanto la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, mentre l’accertamento delle responsabilità proseguirà nelle successive fasi del procedimento nel contraddittorio tra le parti.