Sperando che l’epilogo sia diverso rispetto alla mia storia occupazionale, oggi sembra di raccontare la vicenda del network per il quale lavoravo, ossia la riduzione d’orario, da full time a part time per scongiurare alcuni licenziamenti.
Ebbene sì, anche il gruppo della ditta emiliana, come quella dell’azienda calabrese che ancora oggi è a capo di una emittente televisiva, per salvaguardare i livelli occupazionali, ha imposto ai 92 dipendenti di sottoscrivere un accordo capestro. Insomma, la storia si ripete, a danno però sempre dei poveri lavoratori.
Una tristezza – fanno sapere i lavoratori della Coop Service – è stato un vero è proprio ricatto. Siamo amareggiati – proseguono – perchè nessuno, ne l’Azienda Ospedaliera e neppure Cotticelli, ha cercato di rimediare a questo massacro. Abbiamo firmato – concludono i dipendenti – ieri pomeriggio alle 16:00, solo per non far perdere il lavoro ai nostri colleghi.
Oggi infatti sarebbe diventato esecutivo il licenziamento comunicato, come un fulmine a ciel sereno, ai 32 lavoratori della Coop Service se i restanti 60 dipendenti non avessero accettato, come unica alternativa, la riduzione da 30 a 20 ore lavorative, senza l’utilizzo del FIS – Fondo di integrazione salariale.
Scongiurato dunque il licenziamento per i 32 dipendenti, pena la riduzione del salario per tutti i lavoratori. Un accordo raggiunto grazie solo ad un grande gesto di solidarietà, poco remunerativo, ma sicuramente degno di encomio.



