Di Maddalena Russo *
Era l’11 marzo del 2020 quando il direttore generale dell’OMS , Tedros Adhanom Ghebreyesus , durante la conferenza stampa ufficiale , proclamava lo stato di pandemia per il COVID 19 .
I numeri che venivano dichiarati in seno alla conferenza stampa e poi confermati successivamente , recano in sé un sentimento di paura , di sconforto, anche di forte disorientamento : 118.000 casi in 114 paesi e 4.291 persone purtroppo decedute , nel giro di pochi mesi .
Ma anche ( e forse ancor di più) in un momento storico così’ complesso per tutta l’umanità , bisogna purtroppo fare i conti con numeri che sono i numeri della superficialità , della cieca approssimazione , della compulsiva stupidità di tanti uomini e di tante donne che pure vivono su questo pianeta .
Se da una parte la consapevolezza che sia in corso un evento epidemico , che assume il profilo della dichiarata pandemia , giustificherebbe (come di fatto giustifica) la paura che ne deriva ed in qualche modo intenerisce , dalla parte esattamente contraria ed opposta, il protrarsi e l’affermarsi dell’evento epidemico ( anche qui conclamata pandemia) della stupidità umana , suscita forte sdegno e indomabile rabbia.
Davanti a cosa si ferma la stupidità degli uomini?
O meglio , c’è qualcosa davanti a cui gli uomini stupidi sanno fermarsi ?
La risposta , alle 18.00 di un memorabile sabato 14 marzo del 2020 , è che purtroppo gli uomini stupidi non si fermano mai e mai davanti a nulla.
Questi giorni che stiamo vivendo devono essere memorabili , perché memorabili sono le opere d’arte, memorabili sono gli atti eroici di Donne ed Uomini che hanno fatto la storia del mondo, la Storia del nostro Paese , memorabili sono i versi di poeti e filosofi dell’antica Grecia , della invincibile Roma , caput mundi ; memorabili saranno le azioni degli uomini intelligenti di questi giorni , in grado di recepire la vera sostanza dei divieti e degli obblighi che derivano dall’attuazione del Decreto del Consiglio dei Ministri del 9 marzo del 2020.
Ed invece, indimenticabili saranno i protagonismi di un numero non ben definito di individui che, rompendo gli argini non della ordinaria e media “diligenza del buon padre di famiglia” ( che pure quello sarebbe stato un traguardo significativo in questo panorama ) , ma retrocedendo e rompendo quelli della diligenza dell’infante minore degli anni 16 , ha fotografato e connotato una comunicazione sui social che ha allagato la vallata del volgare e del menzognero fino all’inverosimile .
Questi “monatti manzoniani” che continuano a sfilare sulla passerella dei social , producendosi in aberranti e vergognose autocelebrazioni prive di qualsivoglia spessore , di natura umana o scientifica , sono il veleno principale di questa campagna di salvaguardia e fiducia del Paese volta a contrastare il propagarsi del Codiv 19.
Un interessantissimo articolo di Camillo Langone ( Il Giornale ) del 2 marzo 2020 esordiva con un brocardo altisonante : Ex malo , bonum .
Qualcuno avrebbe detto ” storta va, dritta viene “.
Il giornalista si soffermava sul senso “aulico” di una quarantena obbligata , riferendo a se stesso la possibilità di aver riletto e riscoperto i capitoli XXI e XXII dei Promessi Sposi e di alcuni meravigliosi passaggi del Decamerone di Boccaccio , definito ” un autore che resiste al tempo e genera influenze” ( Giuseppe Conte – il poeta-).
La quarantena alla quale ci stiamo sottoponendo noi in questo tempo, non genera negli individui nessun interesse di natura aulica o comuqnue teso ad afferrare opportunità altre e momenti di riflessione , che in condizioni differenti non sarebbero proponibili .
Indemoniati da una forma di connessione diffusa e compulsiva , il 99 % degli individui si impegna 24 ore al giorno per realizzare la sfilata delle idiozie sui social.
Un vero festival di millantatori , di individui affetti da un disturbo del comportamento non diagnosticato in tempi utili , di inutili idioti, per dirla in breve.
Giornate intere e numeri spropositati di persone intente ad ascoltare l’audio circolato su whatsapp in cui viene celebrato il ” cebion” come antidoto al CODIV 19 , o la prescrizione di ingurgitare ogni giorno e per più volte al giorno bevande calde (pseudo bollenti) per uccidere il virus .
Ed ancora l’audio riferito ad una presunta parlamentare di una qualche sottocommisione mega galattica di questi 4 Scienziati che hanno condotto l’Italia alla pandemia, con il quale audio declinava il paradigma di una situazione gravissima e prossima al genocidio umanitario .
Fino al raccapricciante audio di una sedicente specializzanda del reparto di rianimazione dell’ospedale di Bergamo che dipingeva condizioni di rischio di contagio anche solo attraverso un sorriso .
E fino a qui , la valutazione della donna e dell’uomo medio raggiunti da questi messaggi potrebbe riferirsi solo a fastidio .
Ma in destinatari diversi , anziani o persone meno fredde dal punto di vista analitico, comunicazioni del genere vanno a determinare un’ ansia generalizzata ed un timore diffuso oltre che nocivo.
Sono divorata dalla curiosità di poter conoscere “il paziente zero ” ( è il caso di dire ) che ha messo in circolo il messaggio audio di un (sedicente ) infermiere del nosocomio della città di Cosenza il quale , all’indomani del primo caso accertato di contagio da epidemia di Codiv 19 , con ricovero presso il reparto di terapia intensiva del medesimo ospedale, ne annuncia la morte . Da qui la paradossale notizia trasmessa anche su una nota pagina giornalistica on line cittadina , seguita da una sonora smentita dopo 2 ore.
Ore durante le quali i gruppi degli amici degli amici del gruppo dove c’è anche la moglie del medico dell’ospedale che è pure nipote del fratello di un avvocato di quel medico dell’ospedale di Bergamo, ….dicevo in questi gruppi , radicati in ogni dove della città, si era finanche stabilito quali fossero state le ultime parole proferite dal paziente X .
Vergognoso, deprecabile, querelabile .
Vado oltre.
In barba a tutte le norme sulla privacy e sul bon ton del viver civile (più semplicemente ed in generale) , ad un certo punto esplode fragorosa la notizia che 60 medici di base della città di Cosenza sarebbero risultati positivi al tampone da covid 19 e avrebbero avuto l’obbligo della quarantena immediata , per aver avuto rapporti con il paziente di cui sopra .
Ben peggio quando inizia a circolare l’elenco dettagliato dei nomi , cognomi e competenza territoriale per ambulatorio di questi medici, professionisti noti nella città, i quali ad un certo punto ( un professionista in particolare) si vedono costretti a rendere noto (sempre a mezzo piattaforma social) il messaggio lapidario della scelta di una responsabile e garantistica quarantena volontaria , senza mai aver avuto nessun sintomo e senza mai aver effettuato nessun tampone (!).
Ma solo per aver incontrato nell’esercizio delle loro funzioni e per motivi di lavoro il paziente X .
Il dramma , quello vero , è che queste in(de)formazioni circolano soprattutto sui canali dei cosiddetti professionisti cittadini , quelli che dovrebbero mantenere alto l’indice di controllo e verifica, quelli che oggettivamente dovrebbero fare la differenza nella collettività.
Ma così , evidentemente, non è.
Lo ” sciacallaggio mediatico “vero e proprio inizia con la diffusione di un video raccapricciante ed inquietante, sempre riferito al territorio cosentino , e relativo all’intervento di un’ambulanza presso l’abitazione di un’ anziana signora , che veniva introdotta con la barella nel vano dell’ambulanza .
Il “regista” era coinvolto con un’ansia descrittiva della vicenda, anche verbale , che mi ha lasciato veramente basita , inchiodata per 3 minuti sui miei pensieri .
Ma quello che proprio non può lasciarmi indifferente e non può essere ignorato è un messaggio audio di una (sedicente)collega avvocata del foro di Brescia , che dopo essersi presentata ( lo dice lei , lo potremmo fare anche noi ) invia un audio autocelebrativo ( con rigurgiti di egocentrismo puro) della durata di circa 9 minuti in cui concede a tutti gli ascoltatori una lectio magistralis sull’applicabilità dell’art 650 del codice penale, recante “inosservanza dei provvedimenti dell’autorità” e sulla liceità degli organi preposti ai controlli in questi giorni , oltre che sull’attaccabilità ai medesimi organi perché infondatamente potrebbero richiedere i motivi della presenza al di fuori delle mura domestiche.
Una serie di elencazioni inutili e sterili sulla necessità di eleggere o meno il domicilio presso un avvocato , sia esso di fiducia o d’ufficio, oltre che precisazioni , ai limiti del lezioso, sulla differenza tra ammenda e multa , e tutta un’analisi parafrasica sull’ orientamento di dottrina e giurisprudenza : insomma un audio veramente fuori luogo ed è il caso di dire , anacronistico !
Vorrei sciorinare alla presunta collega una serie di riflessioni , una serie di considerazioni , vorrei veramente spiegarle cosa è il diritto , cosa è una pandemia , cosa significa essere professionisti seri e affermati , lei che dice di essere il “l’avvocato penalista ed braccio destro di un tale avvocato tal dei tali super acclarato ( non lo conosce nessuno) ” .
Intanto consiglierei alla collega un corso di grammatica italiana , inizierei da questo .
Subito dopo le consiglierei un Corso ( ma intensivo) di Self Empowerment ( io ne curo diversi per le mie donne vittime di violenza e potrei farla affiancare ) : così magari la prossima volta che decide di produrre qualcosa con la sua voce , il suo nome e la sua reputazione non ha bisogno di riferirsi e ripetere più volte che è il braccio destro dell’avvocato MAURIZIO SORRENTINO (?).
Ciò detto, passerei oltre : da avvocata (perchè sono donna , e questo lo ricorderei alla sedicente collega) penalista , in questo momento sono preoccupata per il numero ridottissimo dei colloqui che ci consentono di tenere con i nostri detenuti , e per i colloqui sospesi con le famiglie oltre che per i disordini all’interno delle case circondariali ; da avvocata penalista rifletto sui provvedimenti decretati dal nostro Governo in tema di Giustizia ( e anche qui se aprissimo un capitolo sulle intuizioni di Bonafede , preferirei rifarmi alle leggi delle 12 tavole ) , da avvocata penalista mi pongo il problema emergenziale delle donne vittime di violenza , in particolare in questo momento di chiusura verso il mondo .
Ma da avvocata penalista, certamente , non afferro il microfono del mio smartphone e registro ( nella compiacente veste di soubrette mediatica) un messaggio audio con quel contenuto che diventa “virale” in meno di due ore .
Vergognoso anche questo, oltre che francamente penoso.
Voglio veramente pensare che anche questa sia una “bufala” e che qualche personaggio affetto da manie di protagonismo si sia inventato un modo per riprodurre la propria voce e farla circolare , leggendo un articolo del codice penale (!).
In buona sostanza il vero “virus” dei nostri tempi è la feroce e ruggente ignoranza , e le cose veramente “positive” e costruttive, alle quali avrebbe dovuto farci approdare questa quarantena, non ci sono , non si vedono nemmeno all’orizzonte : è questo il male dei nostri tempi .
Ignoranza e mania di protagonismo : un mix letale.
Da qualche ora circola un video ( sempre categoria : Autocelebrazione compulsiva) di un infermiere del nostro ospedale cittadino , malattie infettive , che ( pure lui dopo essersi presentato declamando a chiare lettere nome e cognome ) mostrando una confezione di farmaco noto in queste ore per le sue presunte capacità curative contro il Covid 19 , e riferendosi al primario del reparto di malattie infettive del nosocomio cittadino , si rallegra davanti alla camera del suo smartphone perché anche a Cosenza forse possiamo salvarci (!).
Come se io andassi dal mio salumiere e gli chiedessi una valutazione economica del rolex che porto al braccio : la mercificazione delle competenze(?) .
Fermiamo tanta inutile idiozia , iniziamo da qui .
Apprendiamo informazioni da canali ufficiali, seri, competenti ; ragioniamo con le nostre intelligenze sui fatti , sui dati , sulle proiezioni .
Comprendiamo la portata dell’evento mettendo in campo le nostre teste e abbandoniamo queste dozzinali e quanto mai offensive forme di comunicazione di massa , in cui si muore e si resuscita dopo un’ora , in cui la lectio magistralis sulla portata di una norma del diritto cogente viene affidata ad una soubrette in corsa per il programma di Antonio Ricci e la sconfitta della pandemia viene consegnata nelle mani dei seguaci di Geova , che ci vedono tutti morti .
Questo sarebbe un buon inizio .
Un buon prosieguo sarebbe , poi, quello di iniziare a parlare di altro che pure c’è di bello intorno ad un evento così devastante .
Ci sono 31 tonnellate di materiali tra cui equipaggi per macchinari respiratori, tute e mascherine , oltre che medicine antivirus insieme a sangue e plasma , giunti a Roma nella mattinata di ieri 13 marzo 2020 con la Crocerossa cinese ed il suo vicepresidente SUN SHUOPENG, che è già a lavoro con i suoi per dare man forte all’Italia ;
c’è Guido Bertolaso che , come consulente personale del presidente della Regione Lombardia , Attilio FONTANA, coordinerà i lavori per la realizzazione di un ospedale dedicato ai pazienti di Coviid 19 in zona Fiera a Milano , chiedendo come compenso per tale incombenza 1 euro (sic est!) ;
c’è una Procura a Catanzaro, nella persona del dott. Nicola Gratteri , che lavora( anche in questo momento) alacremente per lo svolgimento di accertamenti volti a verificare la reale sussistenza di strumenti adeguati a garantire l’assistenza sanitaria necessaria nel territorio interessato ed oggetto di una segnalazione da parte di un parlamentare del movimento 5 stelle ;
c’ è un meraviglioso movimento di solidarietà che sta investendo i quartieri di tutte le città italiane con cittadini affacciati ai balconi delle proprie abitazioni che urlano ” ANDRA’ TUTTO BENE!”.
Ci sono banchi di prova per tutti noi professionisti , catapultati in una dimensione parallela e totalmente differente , nell’epoca dello smart working, che però non ci ha concesso un tempo adeguato per la preparazione .
E allora , direi che di cose ce ne sono tante e tante veramente di spessore .
E se il popolo di WhatsApp, di Facebook, di Instagram, di tutte le altre diavolerie mediatiche esistenti , proprio non potesse fare a meno di far circolare notizie e video , che allora si votino a quelli che veramente recano il senso di appartenenza ad una nazione in un momento in cui c’è bisogno di dire che siamo italiani .
Ma italiani intelligenti .
Uno che amo in particolare : Italy the extraordinary Commonplace , presentato a Davos nel corso del World Economic Forum del 21 gennaio 2015 , dove si racconta l’Italia che eccelle .
E’ questa l’Italia che deve circolare sui Vostri smarthphone .
Italy the extraordinary commonplace
*avvocata penalista



