Un pezzo di storia della nostra regione rischia di cancellarsi per sempre. Le Terme di Guardia Piemontese, da più di 70 anni, conosciute in tutto il mondo per le loro eccezionali cure terapeutiche, preventive e riabilitative, vivono un momento problematico, difficile. Complicato e complesso soprattutto il destino dei 200 lavoratori della struttura, già licenziati. Anche l’ennesima riunione si è conclusa con un nulla di fatto.
Nessun accordo tra amministrazioni comunali di Guardia ed Acquappesa e l’azienda S.A.TE.CA. spa che gestisce le Terme Luigiane. L’oggetto dell’incontro era relativo alla modalità di restituzione dei beni che sorgono nell’area mineraria da parte dell’azienda ai Comuni, ma è stato impedito dall’intervento di un nutrito gruppo di lavoratori che hanno protestato per la chiusura dell’azienda. Una rimostranza sacrosanta dovuta alla drammatica chiusura di fine anno dell’azienda termale.
E nonostante la vicenda sia ormai oggetto di attenzione da parte degli amministratori pubblici da anni, non si intravede ad oggi alcuna soluzione, salvo qualche ipotesi pasticciata e non ancora chiara. Ciò crea forti tensioni perché il personale dell’impresa (circa 250 persone) e quello dell’indotto (quasi 300 addetti) sono consapevoli che la chiusura delle Terme determinerà una crisi senza precedenti in un ampio comprensorio, con conseguente mancata erogazione di prestazioni sanitarie, disoccupazione, chiusura di attività commerciali e turistiche e abbandono di tante strutture nate in questi anni grazie al successo delle Terme.
La mancata soluzione sulla questione, continua a protrarsi nonostante due proroghe finalizzate a consentire ai comuni interessati, di predisporre la documentazione necessaria alla trasformazione della concessione. I lavoratori delle terme oramai allo stremo, sperano si riesca a trovare presto una soluzione definitiva! Non ci resta che attendere!



