L’ipotesi alla quale il governo sta lavorando, in vista del 3 aprile, giorno della scadenza del decreto del 22 marzo scorso, prevederebbe la conferma della totale chiusura e i divieti di spostamento per altri 15 giorni con la possibilità, però, di concedere alcune minime deroghe per le aziende.
Una decisione che sembra essere quasi scontata dal momento che in Italia si contano ora oltre 86mila contagi accertati e solo ieri sono state registrate altri 969 decessi, per un totale di 9134 morti dall’inizio dell’epidemia.
La curva dei nuovi casi “dal 19-20 marzo sembra attenuarsi leggermente nella sua ascesa” e proprio per questo nelle prossime settimane sarà decisivo restare a casa, come avverte anche Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, che venerdì ha lanciato un monito: “Il picco non è ancora stato raggiunto” ma “per ora abbiamo segnali di rallentamento. Non illudiamoci di poter allentare le misure di contenimento“.
Stesso concetto evidenziato anche dal presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli: “Dovessimo decidere con i dati di oggi, ritengo inevitabile prolungare le misure” oltre il 3 aprile.



