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Ok al superbonus ristrutturazione casa, ma per chi casa non ha?

In arrivo il Superbonus 110 per cento, un incentivo dedicato alla ristrutturazione degli immobili. Questo nuovo pacchetto di detrazioni fiscali, richiesto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, inserito nel Decreto di Maggio 2020. Questo decreto prevede due particolari tipologie di bonus: l’ecobonus ed il sismabonus.

Il primo tipo è una detrazione che interessa l’efficienza energetica mentre il secondo riguarda le misure antisismiche. Questi due bonus, precedentemente al 65% e al 50%, verranno portati al 110% e trasformati in credito fiscale.

Un ottimo progetto, mirato ad aiutare, senza ombra di dubbio, tantissimi italiani ma una riflessione sorge spontanea: ma per chi una casa non ha? Si è pensato ai problemi dei più fragili, all’insufficienza abitativa?

Spesso, troppo spesso, in questi giorni sulle pagine dei giornali, nei dibattiti pubblici, nelle dichiarazioni dei responsabili istituzionali la credenza che in Italia il miracolo si sia avverando: aiuti alle imprese, alle persone, alle attività ed ora anche incentivi per ristrutturare le case di proprietà. Ma, probabilmente, l’Italia abbandona gli ultimi, i “perdenti” che non ce l’hanno fatta, dimenticando il concetto di solidarietà e accoglienza.

Cosa se ne fanno del “Superbonus” ristrutturazione casa chi abitazione non ha? Certamente il nuovo aiuto finanziario non servirà ai lavoratori precari e sottopagati, ai rider, ai lavoratori degli hub dell’agroalimentare, alle lavoratrici della cura, alle colf che prestano servizio in nero, ai disoccupati, ai lavoratori precari, ai senza tetto costretti a vivere per strada o in luoghi abbandonati, nascosti e ai margini della città, alle persone che non possono lavorare perché inabili, ai nuclei famigliari monoreddito, alle giovani coppie, agli studenti!

Un’osservazione che parte pragmaticamente dal reale