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Truffe online sulle RC Auto: siti web vendevano false polizze

Purtroppo nel web la fregatura è spesso dietro l’angolo e anche il settore dell’assicurazione auto, forse uno di quelli che riteniamo più sicuri, non si risparmia. Si tratta di truffatori seriali che hanno preso di mira le compagnie assicurative automobilistiche copiandone l’identità, la grafica e i nomi per andare a creare dei siti fasulli, i cosiddetti fake, praticamente uguali agli originali. Una frode che sta diventando col tempo un vero e proprio business che si fa fatica ad arrestare.

L’ultimo caso è di pochi giorni fa e, secondo gli inquirenti che se ne stanno occupando, potrebbe riguardare almeno 30 mila persone in tutta Italia. E i numeri di questa singola truffa delle false RC Auto potrebbero essere destinati a crescere in fretta, in base alle evidenze raccolte dagli uomini della Procura di Santa Maria Capua Venere. Le indagini, infatti, hanno portato alla luce una vera e propria organizzazione criminale, composta da più di 10 persone (2 in carcere, 8 agli arresti domiciliari e 6 con obbligo di comparizione di fronte all’autorità giudiziaria o di dimora).

“Solo noi abbiamo accertato la presenza di almeno 3.000 denunce per truffa – ha spiegato in conferenza stampa Alessandro Di Vico, sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere titolare del fascicolo d’indagine – ma si tratta di un dato che non rappresenta neanche il 10% delle truffe effettivamente perpetrate”. Gli automobilisti, nella stragrande maggioranza dei casi del tutto ignari della truffa e della non validità delle polizze assicurative, si accorgono della truffa solo in caso di sinistro o in caso di controllo da parte di una pattuglia in strada. Insomma, il più delle volte i truffatori riescono a farla franca piuttosto agevolmente.

Al centro del raggiro scoperto una serie di portali web di finti intermediari assicurativi – molti dei quali utilizzati solo per “pubblicizzare” le offerte – attraverso i quali venivano venduti i falsi tagliandi. I clienti erano attirati nella rete della truffa dai premi assicurativi piuttosto bassi: in alcuni casi, la cifra da pagare era inferiore anche del 10% rispetto a quella praticata dalle compagnie assicurative “legittime”.

Stando alle indagini, l’organizzazione criminale riusciva a guadagnare anche 15 mila euro al giorno. Un fenomeno che purtroppo non si arresta e che solo nelle ultime ore ha portato l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni a trovare e oscurare altri 222 siti fake di assicurazioni auto.