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Inchiesta Passepartou: tutti prosciolti dall’associazione per delinquere

Torna nel vivo il processo denominato “Passepartout”, scaturito da un’inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, in cui sono coinvolte 20 persone, tra le quali l’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio; il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, e l’ex consigliere regionale del Pd Nicola Adamo, accusati, a vario titolo, di corruzione propria aggravata, turbata libertà degli incanti, traffico di influenze illecite, abuso d’ufficio e frode nelle pubbliche forniture. L’inchiesta riguarda presunti illeciti negli appalti per la realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza e della metro leggera per collegare il capoluogo bruzio e Rende.

Questa mattina, alle ore 10, presso il Tribunale di Catanzaro, al termine dell’Udienza Preliminare, il GUP Dott. Alfredo Ferraro ha emesso sentenza di non luogo a procedere per il capo A (associazione a delinquere per aver promosso, organizzato, costituito delitti contro la Pubblica Amministrazione e nello specifico dei delitti di turbata libertà degli incanti, corruzione propria aggravata, abuso in atti di ufficio, frode nelle pubbliche forniture) Oliverio, Adamo, Ventura, Zinno, Lo feudo, Borgia.

Ed ancora sentenza di non luogo a procedere per Oliverio, Zinno ed Occhiuto per il capo F (per aver formulato ed accettato promesse illecite relative a contratti ed accordi in cui sono interessati Regione Calabria e Comune di Cosenza).

Per tutte le altre ipotesi di reato emesso il decreto che dispone il giudizio.

Il rinvio a giudizio innanzi al tribunale collegiale di Catanzaro è stato fissato per il 27 aprile 2021, ore 9.30. Tutti a processo dunque tra un mese, tranne il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. Prosciolto il primo cittadino dall’accusa per il capo d’imputazione di corruzione relativa alla realizzazione del museo di Alarico, opera ritenuta oggetto di una gara d’appalto illegittima.