Illustrando alle Regioni gli ultimi aggiornamenti sul piano vaccini, che dovrebbe essere operativo a fine gennaio, Arcuri, ha parlato di oltre 28 milioni di dosi a disposizione entro la fine di marzo, e di un hub in ogni Regione per la distribuzione dei vaccini.
In altre parole, come ampiamente delineato dal commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri, dal ministro della Salute Roberto Speranza e dal Governo, a vaccinarsi per primi nella “più grande vaccinazione di massa in Italia” saranno gli operatori sanitari e quelli essenziali, oltre che i soggetti più fragili, ovvero gli anziani ricoverati nelle Rsa e quelli che sono a casa. Gli italiani che rientrano nelle cosiddette categorie “prioritarie” sono circa 6, 5 milioni, ha detto Arcuri.
Nel dettaglio, la prima fase della campagna di vaccinazione riguarderà:
- 1,4 milioni di operatori sanitari
- 570mila addetti e ospiti di Rsa
- 4,4 milioni di anziani over 80.
La somministrazione di massa, invece, è prevista entro il terzo trimestre del 2020, quando arriveranno 131 milioni di dosi.
L’hub nazionale di stoccaggio dei vaccini sarà invece il sito della Difesa a Pratica di Mare. Un hub intermodale militare, di ampie dimensioni, ottimale per la successiva distribuzione dei vaccini, in grado di accogliere vettori aerei ed elicotteri, e baricentrico per la connettività stradale, spiegano fonti di Palazzo Chigi.
Le fiale di vaccino verranno concentrate nel sito, in cui sono disponibili shelter (speciali rifugi) di ampie dimensioni, che garantiranno la massima efficacia per la conservazione e i massimi livelli di sicurezza per gli stock. Da lì poi i vaccini saranno distribuiti dalle Forze Armate ai diversi punti di somministrazione su tutto il territorio nazionale, un hub in ogni Regione ha assicurato Arcuri.
Arcuri ha annunciato anche un’indagine sierologica per valutare qualità e durata della risposta del vaccino sulla popolazione, e la possibilità che anche i medici in pensione e specializzandi possano dare un contributo per sgravare il personale degli enti locali.
Lo screening, eseguito immediatamente prima della vaccinazione e a distanza di 1, 6 e 12 mesi, sarà effettuato su un campione rappresentativo di vaccinati “stratificati per area geografica, età, genere e stato di salute”, che verrà realizzato sul campo dall’Istituto Superiore di Sanità. L’obiettivo è valutare la specificità della risposta immunitaria, la durata della memoria immunologica e identificare i correlati di protezione.



