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Lo sfacelo della sanità calabrese? Gli 11 anni di commissari incapaci

Undici anni di commissariamento della sanità pubblica in Calabria hanno lasciato delle conseguenze pesantissime e nonostante i proclami, dopo un anno e mezzo dalla scoppio della pandemia, niente è cambiato. Non si conoscono le modalità di individuazione e di valutazione professionale degli aspiranti Commissari che, come previsto al comma 2 dell’art. 2 del decreto-legge n. 150, dovrebbero avere anche loro una comprovata competenza ed esperienza. 

Dalla lettura dei curricula si evidenzia però che alcuni di loro sono alla prima esperienza nella gestione di una Azienda Sanitaria. I risultati dei primi mesi confermano lo stato confusionale della sanità calabrese e dimostrano che lo strumento emergenziale del Decreto Calabria, se non correttamente utilizzato a partire dalle nomine di Commissari e Sub Commissari, si è già appalesata una soluzione inutile e fallimentare. Bisogna resettare tutto il modello in essere e nominare dirigenti della nostra regione, che davvero devono avere qualificate competenze ed esperienze e che lo hanno dimostrato sul campo in Calabria, se non si vuole continuare nel fallimento del Decreto Calabria. Lo dichiara il presidente dell’Associazione Legalità Democratica Avv. Maximiliano Granata.