Rifiuti a Cosenza, scoppia il caso, denunciato da Damiano Covelli Capogruppo PD del Comune di Cosenza.
Tutto ciò comporta un aumento stratosferico del costo di smaltimento che da 170 è,così, passato a ben 295 euro a tonnellata.
Ovviamente a farne le spese prima di ogni altro sono i contribuenti. Questo salasso sarà scaricato tutto sulle spalle delle famiglie e delle imprese. Ma non è neanche da sottovalutare il fatto che tutti i comuni interessati, andando avanti di questo passo, saranno costretti a dichiarare il dissesto finanziario. Per il Comune di Cosenza, essendo stato già dichiarato lo stato di dissesto, invece, la situazione si rende ancora più drammatica perché è destinato a saltare il piano di riequilibrio finanziario che dovrebbe consentire la fuoriuscita dal dissesto stesso.
Altro che proclamazione ed insediamento: di fronte al fatto che non è stato ancora approvato il bilancio consuntivo del precedente esercizio e il bilancio preventivo dell’anno in corso, con l’aggravante di un costo aggiuntivo così elevato e non previsto, oltretutto generato dalla inerzia di altri livelli istituzionali, farebbe bene Franz Caruso a consegnare le chiavi del comune nelle mani del Prefetto o del Ministro degli interni.
Nonostante sia disponibile, da oltre un anno, un finanziamento di due milioni di euro finalizzato a garantire una ulteriore capacità di abbanco per i prossimi cinque anni, non si è provveduto ad indire la procedura di evidenza pubblica per l’aggiudicazione dei lavori di ampliamento.
Pare che questa paralisi sia stata determinata da intralci e ostacoli burocratico-amministrativi nel rapporto tra il Consorzio Valle Crati che gestisce la discarica e l’Amministrazione regionale. Ora, intanto, non bisogna perdere altro tempo. Assumere subito ogni iniziativa utile ad attuare il compimento del procedimento amministrativo necessario ad interrompere il conferimento all’estero e alla immediata attivazione della discarica.



