Al termine della gara Cosenza – Ternana vinta dai Lupi per tre reti a una, il tecnico delle Fere ha sottolineato positivamente l’accoglienza ricevuta dal “S.Vito/Marulla” e ha ringraziato i tifosi rimarcando come non abbia mai nascosto i suoi sentimenti nei confronti della squadra e della città.
Un Cristiano Lucarelli commosso si lascia andare anche ad un dolce ricordo di Gigi Marulla che per lui, nel campionato in cui ha indossato i colori rossoblù, è diventato un “maestro calcistico e di vita” ricordando come l’ex capitano del Cosenza sia sempre stato presente nella crescita del giovane Lucarelli.
“Quando sono arrivato ero un ragazzino e lui era il Re di Cosenza e avrebbe avuto tutti i motivi per essermi ostile e non favorire la mia esplosione invece non solo mi ha trattato come se fossi un suo figlio adottivo, ma ogni allenamento mi chiamava, mi faceva fare delle esercitazioni, tirare in porta e mi insegnava dei movimenti. Lo ricordo con un affetto incredibile e porto dentro di me il rammarico di non aver potuto presenziare al funerale per impegni professionali, avevo una partita. Tutt’ora non mi perdono per essere stato assente quel giorno e ogni volta che tornerò a Cosenza passerò a trovarlo. Oltre ad essere un grande giocatore è stato un grande uomo. Un uomo che ha messo da parte l’orgoglio, i gol e la storia per favorire un ragazzino appena arrivato. Un episodio più unico che raro. Probabilmente neanche io lo avrei fatto perché la debolezza, la gelosia e l’invidia ti possono portare a fare degli atti… Gigi per amore del Cosenza ha messo da parte questo e mi ha aiutato a diventare un calciatore. Rimarrà sempre nel mio cuore”.



