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Molestie al liceo Valentini, docente in chat: “Mi fai pensare cose che non dovrei”

Dalla vicenda delle presunte molestie da parte del professore ad alcune studentesse minorenni del liceo “Valentini-Majorana” di Castrolibero emergono sempre più dettagli sconcertanti, con le vittime che dopo l’occupazione dell’istituto da parte degli alunni come forma di protesta alla inattività della dirigente scolastica si sono fatte forza e hanno cominciato a dare testimonianza di quello che hanno dovuto subire da un educatore che, se i fatti dovessero essere confermati, ha tenuto un comportamento osceno e inqualificabile.

Una ragazza che aveva 16 anni racconta alle “Iene”: “Inizialmente faceva il simpaticone”, spiega raccontando quelle “battutine sui jeans e le scollature” e le sue parole “stai bene quando ti vesti così“. “Un giorno ero rimasta sola in classe quando lui mi ha avvicinata al termosifone e mi ha praticamente toccata. Mi ha chiesto se volevo fare due “botte” con lui”.

La giovane studentessa, che ha poi cambiato scuola, ha le conversazioni in chat nelle quali il docente le chiede di fare una videochiamata, la chiama “polpettina” e le confida “Sei sempre più bella, mi fai pensare a cose a cui non dovrei pensare”. Quando non trova risposta da parte della ragazza alle sue richieste, cambia argomento e dirotta tutto sul suo ruolo da docente: “Sto aggiornando i tuoi voti, sei quasi vicina alla sufficienza, mandami quelle foto che ti ho chiesto”.

“Le foto che avrebbe voluto – racconta Sara – erano quelle del mio seno”. Riguardo alla preside, la studentessa spiega: “Quello che raccontavamo era nulla, senza prove, lei non ci credeva”. Il professore ovviamente non ha parlato con nessuno e sembra essere sparito nel nulla nonostante sia al centro di un’occupazione da parte di un intero istituto scolastico da 7 giorni.