Le categorie della ragione e del torto, nella tragedia che sta insanguinando le città e le pianure dell’Ucraina, sono meno marcate di quello che un primo sguardo induce a pensare … Come ho scritto poco fa a un caro amico, anche stavolta, alla base di tanta stoltezza, che, dopo tanti anni, ha ferito l’Europa con la scure della guerra, c’è una pulsione imperialistica: pulsione da oriente, senza dubbio, con la criminale condotta strategica di un autocrate che ha fomentato disordine e divisioni in una Nazione sovrana; strategia sfociata in un’invasione che calpesta ogni diritto, ogni norma, ogni barlume di senno, ogni traccia di umanità …
Pulsione, è bene evidenziarlo, che connota anche l’occidente, con una bulimia egemonica che riduce (facendo leva su aspirazioni represse e/o speranze di riscatto rispetto a circostanze del passato, più o meno recente) nazioni, popoli, entità statuali a pedine da illudere e usare sullo scacchiere delle dinamiche politiche, economiche e militari internazionali, anche a costo di porle in situazioni di letale pericolo, senza che sussistano realmente i presupposti di garantire la loro sicurezza, la loro indipendenza, la loro libertà …
E in tutto questo, in questa cruenta bufera ove i torti e le ragioni del potere e delle potenze si disfano e si confondono, ci sono coloro i quali non hanno accesso alle stanze dei bottoni, coloro i quali sono estranei alle logiche deviate di grandezza e dominio, coloro i quali unicamente subiscono le conseguenze di scelte e visioni scellerate: ci sono le vittime innocenti, i civili, le famiglie, i bambini che pagano il prezzo di interessi antitetici a ogni valore morale … A ogni traccia di umanità … A ogni civile categoria.



