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Ferrovie dello Stato sotto attacco hacker: biglietterie e self service fuori uso

Da questa mattina Trenitalia e Rfi sarebbero vittima di un attacco hacker: le biglietterie e i self service non funzionano, mentre la vendita online dei ticket di viaggio procede come di consueto.

Ferrovie dello Stato ha affermato: “In via precauzionale sono state disattivate alcune utenze dei sistemi di vendita fisici di Trenitalia. Pertanto non è temporaneamente possibile acquistare titoli di viaggio nelle biglietterie e self service nelle stazioni, mentre è funzionante la vendita online”.

La società ha inoltre chiarito che “anche la prenotazione dei servizi delle Sale blu di Rfi potrebbe non avvenire con la consueta regolarità. I passeggeri sono autorizzati a salire a bordo treno e presentarsi al capotreno per acquistare il biglietto senza sovrapprezzo. Le disfunzioni registrate non impattano sulla circolazione ferroviaria che procede con regolarità”.

Già nella mattinata di oggi mercoledì, sui computer dei dipendenti di Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana, era apparso il seguente avviso: “Buongiorno, causa problemi di sicurezza della rete aziendale, si prega di spegnere i computer anche se presenti in modalità smart working. Grazie”.

La nota di Ferrovie dello Stato comunica che la rete informatica aziendale potrebbe essere stata colpita da un virus di tipo CriptoLocker. Si tratta di un cosiddetto ransomware, ossia di una minaccia informatica che cifra i dati dei computer della vittima e li sblocca solo in caso di pagamento di un riscatto. Questo sistema è sempre più usato dai criminali informatici e aveva già fatto clamore lo scorso anno.

L’attacco hacker a Trenitalia e Rfi, come riporta il ‘Corriere della Sera’, ha già generato diversi sospetti: tra le ipotesi c’è anche quella che lega l’attacco alla guerra in Ucraina e, in particolare, alle minacce russe all’Italia. L’attacco, però, potrebbe essere stato realizzato anche da criminali a caccia di denaro, come già visto nel caso della Regione Lazio. Le verifiche sono in corso.

Un caso simile si era verificato lo scorso 17 marzo: i molti ritardi dei treni ad alta velocità avevano fatto pensare a un attacco ma Rfi aveva poi smentito escludendo la matrice criminale.

SEGUIRANNO AGGIORNAMENTI.