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Venerdì Santo: significato, liturgia, storia e tradizioni

Entra nel vivo la Settimana Santa che sfocerà con la Pasqua di Resurrezione. Oggi, Venerdì Santo, è un giorno importante per i cattolici, i quali commemorano la Passione, la Crocifissione e la Morte di Gesù Cristo ai tempi del Coronavirus.

Oggi i credenti sono chiamati all’astinenza dalla carne o ad osservare il digiuno ecclesiastico, consumando un solo pasto durante tutto il corso della giornata.

L’Adorazione della Croce è un momento suggestivo ed importante. La Croce è il supremo simbolo della sofferenza e morte di Gesù, vero Dio e vero uomo che, con il suo sacrificio, ci ha riscattato dalla morte del peccato, indicandoci la vera vita che passa dalla sofferenza.

La Via Crucis è il rito per eccellenza che spiega al meglio il significato del Venerdì Santo. Si tratta di una processione dalla storia e dalle tradizioni antichissime, che ripercorre la via che fece Gesù quando, carico della Croce, raggiunse il Golgota per essere crocifisso.

Il rito della ‘via della Croce’ richiama, fin dalle sue origini, il desiderio dei cristiani di rivivere in qualche modo le sofferenze patite da Cristo ma fu grazie a personalità come Francesco d’Assisi, Bonaventura da Bagnoregio e Bernardo da Chiaravalle, che, complici anche i pellegrini di ritorno dalla Terra Santa, riprodussero la ‘via della Croce’ come oggi la conosciamo: quattordici stazioni che ripercorrono il Calvario di Gesù dalla condanna a morte alla deposizione nel Sepolcro.

Le tradizioni legate alla storia del Venerdì Santo, infine, prevedono che in questa giornata di dolore le campane rimangano silenziose in segno di lutto.