Sulla banchina del porto di Reggio Calabria non è rimasto più nessuno dei tanti profughi giunti questa mattina. Ad attendere lo sbarco, l’Ufficio immigrazione della Questura di Reggio Calabria, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia provinciale, Croce rossa, Protezione civile regionale e della Città Metropolitana di Reggio e Coordinamento ecclesiale sbarchi della Diocesi di Reggio Calabria-Bova.
Dopo le fasi di accoglienza ed identificazione, sono stati fatti salire tutti su pullman per la loro destinazione finale. L’unica cosa certa è che solo per 25 il viaggio si conclude in Calabria. Tutti gli altri sono stati trasferiti, secondo il piano di riparto stabilito dal Viminale, in Puglia, Campania, Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Piemonte, Lombardia e Veneto. Erano molti, 215 uomini, 17 donne, una delle quali incinta, e 29 minori non accompagnati di età compresa tra i 9 ed i 18 anni ed un bambino di 5 anni. Sono arrivati nel porto della città dello stretto sulla Sea Watch 3, nave di una Ong tedesca battente bandiera olandese. La nave ha stazionato per tre giorni in acque Sar prima che giungesse dall’Italia l’autorizzazione all’approdo.
Dopo il no di Malta ai soccorsi, è arrivato per fortuna il via libera all’attracco in Italia, ma solo dopo molte ore è stato indicato il porto di Reggio Calabria. E’ la prima nave con migranti a sbarcare dopo l’insediamento del nuovo Governo.



