Gio 8 Dic 2022
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Può la Calabria, con le altre regioni del Sud, invertire la marcia politica con l’Europa?

84 amministratori del Sud a confronto.

Reportage da Bruxelles

Di Francesco Mannarino

Troppo spesso sentiamo e leggiamo, a ragione, dei fondi mal utilizzati e poco incentrati sulla crescita che dall’Europa giungono a queste latitudini. E troppo spesso – ancora – sentiamo e leggiamo accuse e polemiche indirizzate agli amministratori locali.

Tutto vero? Si, se milioni di euro, ancora oggi, “tornano” indietro e sono per nulla “utilizzati” in tutti gli ambiti e settori della cosa pubblica, per i cittadini.

Eppure qualcosa si muove. Sta cambiando, forse.

Il consigliere regionale Mimmo Bevacqua ad esempio, oltre che presidente di una importante commissione, la quarta, a palazzo Campanella che è quella incentrata sull’ambiente (settore chiave, per intenderci), ha voluto cogliere l’invito dell’onorevole europarlamentare Nicola Caputo, del suo stesso partito ( il Pd) per andare a vedere personalmente come occorre muoversi e cosa poter fare per cambiare il trend negativo.

Bevacqua, insieme a Caputo ed altri due colleghi di Campania e Molise, è stato tra i protagonisti di un tour che ha “toccato” le stanze di Bruxelles. Con loro più di 80 amministratori locali, anch’essi coinvolti ( dalla Calabria sono partiti in 12, tra sindaci,ex sindaci, consiglieri comunali e un consigliere provinciale,Francesco Gervasi), per meglio comprendere se vi sia la possibilità, concreta, che le terre del Sud possano risalire la china.

Tra l’altro l’onorevole Bevacqua, nel suo tour, ha fatto seguito all’importante iniziativa organizzata dal suo movimento, Zonadem, qualche settimana prima. In quella circostanza ha chiamato a raccolta tanti altri amministratori del Mezzogiorno per alzare la testa, non solo politica, e stare insieme, tutti, contro le scelte dell’attuale Governo verso le regioni del Nord. Va detto, a tal proposito, che una sala degli Specchi, alla Provincia di Cosenza, super affollata di cittadini curiosi di capire qualcosa in più non è per nulla facile convogliarla in questo periodo per tutta la classe politica. Segnale evidente della forza e dei rapporti curati, in questi anni, da Bevacqua.

Ma questa è un’altra storia: torniamo in Belgio, a Bruxelles.

“Al Parlamento Europeo, ho partecipato ad un confronto con l’europarlamentare Nicola Caputo ed i colleghi consiglieri regionali della Campania, Luigi Bosco e del Molise, Vittorio Facciolla, per discutere delle sinergie necessarie tra le regioni del Sud e l’Europa e rilanciare con più forza un autentico sentimento europeista”, ha rimarcato proprio Bevacqua nel corso del suo intervento nella bella sala delle commissioni. Vi è la consapevolezza che l’integrazione sia stata una grande intuizione avuta dai nostri dirigenti del secolo scorso. “I confronti con i tanti amministratori locali del mezzogiorno presenti mi hanno stimolato per fare di più e meglio nel mio comune e nella mia provincia”, ha difatti sostenuto anche Francesco Gervasi. “84 amministratori pubblici dalla Campania, Calabria, Abruzzo e Molise hanno portato tanto sole e tanta energia positiva a Bruxelles. Con loro abbiamo discusso di #BuonaPolitica, di #Europa, di #FondiEuropei e ovviamente di #Sud. Da loro, come sempre, ho appreso tanto. Questa classe dirigente va messa in rete se vogliamo davvero rilanciare il #Sud. Io ci sto provando … ma devo dire che ho il lavoro facilitato, con loro tutto è possibile”, ha rimarcato l’europarlamentare Caputo.

Proprio nelle ore in cui Juncker bacchetta il nostro Paese ed il Governo dei 5stelle e Lega approva la Manovra finanziaria, la proposta di Bevacqua è questa: “Abbiamo deciso di promuovere un forum sulla nuova programmazione europea con tutti gli amministratori regionali interssati…”. Come dire: noi ci siamo, mettiamo in campo la nostra volontà di stare insieme. “Fare rete comune”, per essere ancora più chiari.

Insomma, la volontà e la capacità non mancano. Cosa fare allora? “L’Europa è troppo grande per essere unita. Ma è troppo piccola per essere divisa. Il suo doppio destino è tutto qui”, diceva Schuman nel maggio del 1950 alla presentazione del piano di cooperazione economica, ideato da Jean Monnet, che segna l’inizio del processo d’integrazione europea con l’obiettivo di una futura unione federale.

Noi preferiamo citare invece Victor Hugo: <<Non siamo più inglesi né francesi né tedeschi. Siamo europei. Non siamo più europei, siamo uomini. Siamo l’umanità. Non ci resta che abdicare dal più grande degli egoismi: la nostra patria>>.  Questa la sensazione dopo tre giorni pieni di visite e “scoperte”.

Come la mostra sull’Europa e quelle immagini di Solidarnosc, del Muro di Berlino, di Gorbaciov e Reagen, di una “cinquecento” tutta italiana che fa bella mostra di sé. Oppure come il “Parlamentarium” dove si sono potuti carpire alcuni passaggi ed i funzionamenti della macchina amministrativa europea.

La “Grand place” di Bruxelles è magica; le birre leggere e gustose; la città “nuova” incantevole. Manca quella consapevolezza, forse, che l’Europa è il futuro, qualsiasi altra politica il passato.

Da qui, probabilmente, iniziare.