Gio 17 Giu 2021
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A Mendicino importante incontro sulla medicina di genere

Il 7 ed 8 giugno si terrà presso la sala congressuale “Parco degli Enotri” di Mendicino (CS)un incontro scientifico patrocinato dalle maggiori società scientifiche ANMCO, SID, SIO, Associazione donne medico, Ordine dei Medici Cosenza  e, dall’azienda ospedaliera di Cosenza sulla “medicina di genere”, in particolare verranno trattati temi molto caldi sulla patologia cardiovascolare nella donna, dalla eziopatogenesi alle terapie attuali. Ancora oggi molti dei meccanismi fisiopatologici che sottendono la cardiopatia ischemica, sia acuta che cronica, lo scompenso cardiaco, le aritmie non sono cosi chiari come lo sono nell’uomo.

“Le donne spesso non vengono inserite o sono molto poco rappresentate nei grandi trials in quanto non è conosciuta l’interferenza che possono avere le fluttuazioni cicliche degli estrogeni durante l’età fertile della donna e delle gravidanze sulle manifestazioni cliniche di una patologia e sulla risposta farmacologica. Da sempre la comunità scientifica ha sempre pensato alla donna come ad un “piccolo uomo” ed ha traslato i risultati ottenuti dalla ricerca scientifica dall’uomo alla donna”, riferisce la dottoressa Mimma Cloro, anima e corpo di questa bellissima iniziativa.

“La medicina di genere ha l’obiettivo di comprendere i meccanismi attraverso i quali le differenze legate al sesso agiscono sullo stato di salute e sull’insorgenza e il decorso di molte malattie e di tutte quelle condizioni come il diabete, l’obesità, l’ipertensione che aumentano il rischio cardiovascolare. Gli uomini e le donne pur essendo soggetti alle medesime malattie presentano sintomi, progressione di malattia e risposta ai trattamenti molto diversi tra loro. La medicina di genere è un argomento attuale di grande interesse su cui si confrontano molte società scientifiche e in generali molte istituzioni e che hanno l’obiettivo di promuoverela salute della donna in tutti i suoi aspetti seguendo le indicazioni della organizzazione mondiale della sanità.

La medicina di genere è un approccio diverso e innovativo che tiene conto non solo delle differenze genetiche ma anche dello status sociale, dell’istruzione, della cultura ed educazione al fine di evitare diseguaglianze di salute”, si legge in una nota.

“L’infarto del miocardio, l’ictus, hanno ucciso nel 2012 in Italia 13.000 donne in più rispetto agli uomini (37.000 contro 24.000 maschi). I dati osservati dall’ISTAT sono simili a quelli osservati per la prima volta, quasi 30 anni fa dalla cardiologa statunitense Bernardine Healy fondatrice della medicina di genere. Nell’articolo “The YentlySyndrome” pubblicato nel 1991 nella rivista medica New EnglandJournal of Medicine , la ricercatrice denunciava la disparità di trattamento tra i due sessi. La stessa osservava che le donne erano sottoposte a meno esami diagnostici rispetto agli uomini, subivano più errori diagnostici e venivano ricoverate in misura minore per le malattie cardiache. Le donne hanno paura di ammalarsi di cancro al seno, ma le malattie cardiovascolari uccidono molto di più di quelle oncologiche. In Europa il 51% delle donne muore per malattie cardiovascolari , mentre solo il 3% muore per malattie oncologiche. Le patologie del cuore sono ancora ampiamente considerate un problema dell’uomo, mentre il problema cancro del seno è ritenuto come la più grande minaccia per la donna. I due sessi come è noto hanno differenze anatomiche e funzionali che però la medicina ha sempre considerato solo a livello degli organi sessuali. Le malattie cardiovascolari causano il 50% delle morti nei paesi occidentali, ma mentre queste patologie sono in diminuzione negli uomini nelle donne sono in aumento. I sintomi possono essere diversi e per questo motivo spesso le donne sono sottovalutate e sottotrattate, ma cosi come avviene per l’uomo, anche per la donna le terapie devono essere calibrate e cucite su misura”, la chiosa.