Cosenza, al via il progetto di screening oncologici nelle periferie

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conferenza progetto screening oncologici nelle periferie
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Un progetto pensato per chi risiede nelle periferie della città e  non può permettersi di sottoporsi a screening oncologici per prevenire il tumore alla mammella. Ed un progetto che è frutto dell’agire sinergico tra il Comune di Cosenza, l’Avis provinciale e la Confraternita di Misericordia.

L’intuizione è stata della Presidente della Commissione consiliare sanità e delegata del Sindaco alla salute pubblica Maria Teresa De Marco che ha trovato piena disponibilità nel dottor Sisto Milito, dirigente medico dell’ASP di Cosenza, specialista in oncologia e responsabile degli screening dell’AVIS provinciale, e nel dottor Luigi Marafioti, direttore della Radioterapia oncologica dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza. Il progetto partirà domenica 14 luglio, dalle 9,30, dalla parrocchia della Chiesa di Cristo Re. Un ambulatorio medico dell’AVIS raggiungerà l’area delle parrocchie cittadine, dove, in alcuni casi, sarà messa a disposizione di medici e pazienti una sala apposita per l’effettuazione dello screening che consisterà  in un’ecografia mammaria e dei cavi ascellari, in una visita oncologica e in un counseling genetico.

Il progetto è stato presentato questa mattina, nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, in una conferenza stampa alla quale hanno preso parte la Presidente della Commissione consiliare sanità Maria Teresa De Marco, il dottor Sisto Milito, l’avv.Stefano Aceto, Presidente provinciale dell’AVIS, il dottor Luigi Marafioti  e il Presidente della sezione di Cosenza dell’A.N.C.R.I. (Associazione nazionale degli insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana) Angelo Cosentino che nel progetto ha un ruolo di coordinamento.

Non tutti hanno la possibilità di accedere alle diverse opportunità di prevenzione delle malattie e di promozione della salute. E si tratta proprio di coloro che vivono in periferia e vivono un disagio sociale . Ed è questo che ci ha spinti alla realizzazione di questo progetto. Coinvolgere i parroci – ha spiegato De Marco – era la soluzione migliore perché il parroco è proprio colui che conosce meglio di tutti la realtà delle famiglie”.

Il livello di coinvolgimento dell’AVIS provinciale nel progetto è totale. E lo ha ribadito, in conferenza stampa, il Presidente, Avv.Stefano Aceto.

Il progetto di screening oncologici nelle periferie è l’estensione di un esperimento pilota circoscritto lo scorso anno alle volontarie donatrici dell’Avis delle sedi periferiche. “Questo – ha detto il dott.Sisto Milito -è servito per oleare la macchina. In realtà l’Avis ha già un know how nella sua organizzazione che è molto importante. Grazie anche all’ANCRI abbiamo ritenuto di estendere il progetto ad altri Enti e ad altre amministrazioni pubbliche. Il progetto è assolutamente gratuito, a costo zero per il paziente donna che aderisce. Tutti noi, ognuno nel proprio ambito, rappresentiamo un ente, una pubblica amministrazione, e in un periodo di vacche magre – ha aggiunto Milito – riusciamo a tirar fuori delle iniziative importanti come questa, con una immediata ricaduta sul territorio che ha dei benefici significativi per il cittadino.

E’ importante non solo fare lo screening alla paziente che vi si sottopone, ma se dopo questa prima azione non si ha la capacità di accompagnarla lungo il percorso, tutto è vanificato. E’ fondamentale la rete. Esiste un percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) che, per quanto riguarda il tumore della mammella, non è ancora ben formalizzato. C’è dunque la necessità di avere un PDTA per ogni patologia, perché la complessità della patologia pretende una rete di figure che compongono tutto lo staff  che serve per aggredirla ed avere i risultati sperati.

Abbiamo scelto le parrocchie perché fermamente convinti del fatto che sono quelle che hanno sul territorio il polso della situazione”.

Dopo aver eseguito lo screening oncologico, la paziente sarà indirizzata nelle strutture pubbliche del territorio in grado di continuare il percorso.

“In provincia di Cosenza – ha insistito il dottor Luigi Marafioti -non ci sono ancora i PDTA interaziendali. Ciò nonostante, grazie alla nostra disponibilità, cerchiamo di andare incontro alle esigenze del paziente. Nel tumore della mammella – ha aggiunto Marafioti – la radioterapia è importante. Serviamo tutta la provincia di Cosenza con pazienti che arrivano anche da centri lontani dalla città capoluogo. Ci sono trattamenti con 38 sedute e due mesi di terapia. Per questo ci sentiamo molto vicini a chi ha bisogno. La prevenzione è fondamentale, perché si può fronteggiare la malattia quando è allo stadio iniziale, con una possibilità di guarigione molto alta”.

 

 

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