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Nuovo Governo, “Conte bis alla prova dei fatti”. L’analisi politica di Orlandino Greco

Riportiamo, di seguito, l’attenta analisi politica del leader di Idm Orlandino Greco poche ore dopo il varo del Conte bis.

Di Orlandino Greco

Dopo una trattativa durata meno di quanto si pensasse, il presidente del consiglio incaricato Giuseppe Conte ha sciolto le riserve e presentato la squadra di governo. A rappresentarlo tre forze politiche (M5S, PD e LEU) che presteranno donne e uomini all’esercizio del potere esecutivo del Paese. Una scelta prevedibile e responsabile, quella di formare il governo, che ha visto ancora una volta spiccare il premier Conte che ha saputo frenare in questi giorni ad alta tensione le fughe in avanti dei vari protagonisti della crisi di governo.

L’Italia del Meridione guarderà con il giusto distacco a questo governo essendo alternativo sia ai partiti centralisti come il Pd, sia a quelli populisti come il Movimento 5 Stelle. Come accaduto in passato, vigileremo sulle azioni che questo governo metterà in campo ed esprimeremo, come sempre senza pregiudizio, il nostro pensiero su atti e fatti.

Intanto alcune considerazioni:

1) Sia i mercati che le istituzioni comunitarie hanno reagito positivamente alla formazione del nuovo governo. E’ assurdo che qualcuno consideri questo dato negativo dopo anni passati a fare manovre che limitassero lo spread e andassero incontro alle richieste perentorie della Comunità Europea;

2) C’è un evidente spostamento a sud della squadra di governo. Non voglio farne una questione di campanile, ma è sicuramente un sollievo che nell’ottica dell’unità nazionale il Sud sia tornato nell’agenda e sia ampiamente rappresentato in alcuni ministeri fondamentali per il superamento del gap infrastrutturale esistente.

3) Molti ministri del precedente governo sono stati estromessi, bocciati o spostati in altri ministeri. E’ un segno di discontinuità che rende giustizia ai tanti, me incluso, che hanno contestato scelte palesemente inadeguate per far fronte alle esigenze del Paese.

4) Salvini è fuori dai giochi, escluso dal governo dovrà spiegare ai suoi della Lega come ha fatto a disperdere un patrimonio inestimabile. Senza ministri, sottosegretari, strutture, risorse, visibilità, il leader leghista dovrà trovare nuove soluzioni per mantenere le cifre da capogiro che gli attribuiscono i sondaggi.

5) Mentre Fratelli d’Italia sembra ormai totalmente schiacciato sulle posizioni di Salvini, Forza Italia sembra voler avviare un dialogo con le forze moderate smarcandosi dalla deriva populista sovranista. Berlusconi sa bene che quello di Salvini è un ciclo in esaurimento e strategicamente tenta di riposizionarsi in un quadro di responsabilità istituzionale.

6) Senza timore di smentita, possiamo tranquillamente affermare che Matteo Renzi ha vinto game, set and match. Da una posizione di minoranza sia rispetto al governo Conte che al suo stesso partito, ha innescato una strategia che non solo ha causato la sconfitta di Salvini, ma soprattutto gli ha consentito di riconquistare un protagonismo di lungo termine. Non è da escludere che sia proprio lui, da dietro le quinte, a decidere le sorti del governo Conte Bis.

In tutto questo sono molti gli spazi politici aperti e che si apriranno, da un lato per l’inevitabile parabola discendente della Lega, dall’altro perché c’è sicuramente una parte di cittadinanza che non si sente rappresentata dalle forze politiche presenti in parlamento. Mi riferisco ai tanti cittadini, amministratori locali, volontari dell’associazionismo penalizzati da un centralismo che ha dimenticato le periferie e cancellato le comunità. L’Italia del Meridione vigilerà sull’azione di governo ponendosi in una posizione critica, ma propositiva. Riteniamo fondamentale la costruzione di un movimento federale che in tutto il Paese sia diretta espressione delle vocazione dei territori, dei desideri dei cittadini, dei bisogni della comunità.

Buon lavoro al presidente Conte e a tutti i ministri!