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Medici di medicina generale, da mesi senza stipendio

Corre l’obbligo di scrivere ai lettori una breve prefazione.

Quanto guadagna (?) esattamente un medico specializzando dopo 6 anni di duro studio e un anno di abilitazione?
Anche se la specializzazione è vista come un periodo di formazione, il medico ha diritto a percepire uno stipendio, in ragione del grande impegno, del monte ore settimanale e dei turni, spesso imprevedibili.
In media durante gli anni di specializzazione lo stipendio dovrebbe variare dai 1.700 ai 1.800 euro. Da pagare però ci sono le tasse universitarie, l’assicurazione per colpa grave, oltre agli eventuali costi per l’alloggio se fuori sede.
Quanto scritto nella introduzione però, in Calabria, rimane solo sulla carta, tranne le cifre da sborsare! Dell’argomento ce ne siamo occupati già in passato, ma da allora, nulla è stato fatto, nulla è cambiato.
Ancora gli specializzandi medici di medicina generale lamentano gravi inadempienze nei pagamenti.

Eppure i camici bianchi svolgono un orario di lavoro full time, ossia di 38 ore settimanali con 30 giorni di ferie a disposizione, rivestono un compito di grande responsabilità (durante questo periodo sostituiscono i medici di medicina generale per mansioni di guardia medica festiva o notturna e per operazioni di vario genere).
Il mestiere dello specializzando ha moltissime responsabilità e per questo deve essergli corrisposto uno stipendio congruo, ma soprattutto dovrebbe essergli corrisposto mensilmente, ma in Calabria purtroppo non è così. I camici bianchi di Catanzaro che appartengono a questa categoria hanno diverse spettanze arretrate.
Eppure è un corso regionale, i fondi dovrebbero esser garantiti, ma nella nostra terra, si sa l’unica garanzia è l’incertezza che genera spesso, molto spesso, amarezza e sconforto.

I medici specializzandi del triennio 2017-2020 di Catanzaro sono allo stremo, proseguono con abnegazione il loro cammino, ma adesso, confessano alla nostra redazione, di avere difficoltà anche per un proprio sostentamento decoroso. Molti di loro hanno famiglia, altri hanno comunque spese da sostenere perchè distanti dalla residenza.

Da quando si registra questa incresciosa circostanza, più volte gli specializzandi hanno cercato risposte. Hanno chiesto ed implorato riscontri, sempre disattesi. Hanno invocato un colloquio chiarificatore con la dirigenza, anche questo invano. Insomma, nulla è dato sapere delle loro retribuzioni tranne qualche, succinto e per nulla particolareggiato, parere fornito da alcuni gentili impiegati (i quali naturalmente sono allo scuro delle dinamiche del comparto dirigenziale).

Una situazione paradossale, specie in una terra, come la nostra, nella quale si registra una grave carenza di personale medico nelle corsie ospedaliere e nei servizi territoriali.