“Solo”, lo straordinario spettacolo di Arturo Brachetti in scena al Politeama di Catanzaro mercoledì prossimo 27 novembre, è atteso da un tour internazionale che nei primi mesi del 2020 lo porterà in Francia (Velaux, Romorantin, Guéret, Metz, Grand Synthe, Montrouge, Saint Omer, Montigny, Le Plessisis, Vichy, Saint Loubès), in Inghilterra (Blackpool) e Svizzera (Ginevra, Basilea, Losanna, Saint Maurice, Locarno, Lucerna).
Questo dà il senso della dimensione internazionale raggiunta da Brachetti, artista italiano, famoso e acclamato in tutto il mondo, considerato univocamente The Legend of quick-change, il grande maestro del trasformismo internazionale. In molti paesi è considerato un mito vivente nel mondo del teatro e della visual performing art. Inoltre è un regista e direttore artistico attento e appassionato, capace di spaziare dal teatro comico al musical, dalla magia al varietà.
Oggi, a 40 anni dal debutto di Parigi, Brachetti è il più grande attore-trasformista del mondo, con una “galleria” di oltre 400 personaggi, di cui è capace di interpretarne 100 in una sola serata. In scena porta la sua vasta esperienza artistica: quick change illusionismo, sand painting, mimo, ombre cinesi, laser… il suo repertorio è in continua evoluzione. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti nella sua carriera figurano il premio Molière (FR) e il Laurence Olivier Award (UK). Nel 2014 viene insignito del titolo di Commendatore dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con una nomina motu proprio. Nell’evoluzione della sua carriera “il ciuffo più famoso d’Italia” ha toccato il mondo dello spettacolo a 360°, cimentandosi sopra al palcoscenico, ma anche davanti ad una telecamera e, negli ultimi anni sempre più di frequente, dietro le quinte. Arturo come regista e direttore artistico mescola sapientemente trasformismo, comicità, illusionismo, giochi di luci e ombre, e amalgamandoli con poesia e cultura. In Italia e all’estero ha diretto spettacoli e concerti oltre a commedie e musical di successo. Tra tutti spicca il rapporto “storico” e speciale con Aldo, Giovanni e Giacomo, di cui è il regista teatrale sin dagli esordi con I Corti, fino a oggi.



